Gazzetta di Modena

Il caso

Ticket sanitari non pagati: l’Ausl di Reggio Emilia deve recuperare oltre 8 milioni di euro

Ticket sanitari non pagati: l’Ausl di Reggio Emilia deve recuperare oltre 8 milioni di euro

In Emilia-Romagna il totale supera i 68 milioni. L'allarme di Pietro Vignali (Forza Italia): «Somme sottratte ai servizi». Partite le notifiche dell'Ausl reggiana per le visite saltate senza disdetta

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Reggio Emilia «Più di 68 milioni di euro di ticket sanitari ancora da riscuotere in Emilia-Romagna, di cui 8 a Reggio Emilia». A lanciare l’allarme è Pietro Vignali, capogruppo di Forza Italia nell’Assemblea legislativa e segretario regionale del partito, che commenta i dati aggiornati sui crediti derivanti dal mancato pagamento dei ticket, forniti dall’Assessorato regionale alle Politiche per la Salute.

Per l’esponente azzurro il problema, già denunciato un anno fa quando i ticket non riscossi in Emilia-Romagna superavano i 53 milioni, «è tutt’altro che risolto e continua a sottrarre risorse importanti alla sanità pubblica». Oggi, avverte, il fenomeno «ha dimensioni ancora più rilevanti». Vignali se la prende con il presidente della Regione, Michele de Pascale, che «persiste ad attribuire le difficoltà della sanità regionale all’insufficienza delle risorse finanziate dallo Stato», mentre l’ente da lui amministrato «lascia nei cassetti decine di milioni di euro» che potrebbero finanziare servizi e prestazioni. Il quadro, secondo il capogruppo azzurro, è aggravato dal fatto che nel triennio 2023-2025 le aziende sanitarie emiliano-romagnole hanno dovuto stralciare circa 7,5 milioni di crediti, somme «che rischiano di essere definitivamente perdute».

Particolarmente delicata, per Forza Italia, la posizione dell’Ausl Irccs di Reggio Emilia, che deve ancora recuperare oltre 8 milioni di euro di ticket non riscossi. Un tema tornato d’attualità in questi giorni, con le notifiche partite dagli uffici di via Amendola a chi ha prenotato una visita o un esame senza presentarsi e senza disdire: su milioni di prestazioni all’anno la quota resta sotto il 10%, ma pesata sui ticket può incidere sul bilancio dell’azienda. La regola prevede la disdetta con almeno due giorni lavorativi di anticipo, pena una sanzione pari all’importo del ticket, anche per gli assistiti esenti. Restano valide le assenze giustificate e documentate: malattia o ricovero, nascita di un figlio, lutto in famiglia, incidente stradale o altre cause di forza maggiore, valutate dall’Azienda caso per caso. Per chiarimenti gli uffici rispondono allo 0522 335964, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12.

«Sono ingenti somme – sottolinea Vignali – che potrebbero essere utilizzate per potenziare i servizi sanitari, ridurre i tempi di attesa e sostenere il personale». Da qui la richiesta alla Regione di «assumere un ruolo più incisivo», definendo procedure uniformi e criteri omogenei su tutto il territorio per il recupero dei crediti. L’obiettivo, spiega, è garantire equità nei confronti dei cittadini che pagano regolarmente e tutelare risorse pubbliche che «appartengono alla collettività». Quando mancano all’appello decine di milioni, aggiunge, «non si può parlare soltanto di un problema amministrativo. È una questione di buona gestione delle risorse pubbliche e di credibilità delle istituzioni». Vignali ricorda infine che il Governo, con l’ultima manovra, ha previsto un ulteriore incremento delle risorse alla sanità pubblica. «Prima di chiedere sempre nuovi fondi, la Regione dovrebbe dimostrare di saper recuperare e valorizzare fino all’ultimo euro già dovuto al sistema sanitario regionale». 

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