Gazzetta di Modena

Il racconto

Al lavoro per le feste: volontari, operatori sanitari e forze dell’ordine in prima linea – Le foto

di Laura Solieri

	L'equipaggio dell'elisoccorso di Pavullo del 118
L'equipaggio dell'elisoccorso di Pavullo del 118

Il racconto di chi non si è fermato neanche a Capodanno e del cenone di San Silvestro a Porta Aperta: «Grazie a chi ci aiuta a fare del bene al prossimo»

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MODENA. Anche in occasione di San Silvestro e del Capodanno, come già avvenuto per Natale, i momenti di svago e serenità dei modenesi sono stati accompagnati dalla vigile presenza di chi in queste occasioni lavora per assicurare che la festa si svolga al meglio. E così è stato (come mostrano le foto sotto) per 118, operatori sanitari, polizia di Stato, carabinieri, polizia locale, vigili del fuoco, volontari delle associazioni e i lavoratori dei locali aperti in città.

Il cenone di San Silvestro a Porta Aperta

Così anche per l’associazione di volontariato Porta Aperta di Modena che ha concluso l’anno tra i sorrisi e le mani laboriose dei volontari che, nemmeno la sera di San Silvestro così come il primo gennaio, hanno fatto mancare la loro presenza in mensa, dove ogni giorno vengono distribuiti oltre 200 pasti alle persone senza dimora e che in generale versano in condizione di fragilità economica e sociale. «Di questo c’è bisogno: di comunità, di fare insieme, di stare accanto - commenta Alberto Caldana, presidente di Porta Aperta, che la sera del 31 dicembre ci ha tenuto a ringraziare personalmente i volontari in turno, festeggiando l’arrivo del 2026, anno in cui la città di Modena è stata eletta Capitale Italiana del Volontariato - Siamo grati ai nostri volontari, circa 600, che ogni giorno dell’anno affiancano i nostri operatori in modo sempre generoso, gentile e competente, consentendoci di realizzare tante attività». Sono numeri importanti quelli che sintetizzano il lavoro di un anno a Porta Aperta: 98mila pasti distribuiti, 3330 visite mediche effettuate, 14mila docce erogate, 330 persone incontrate al Punto di ascolto, 1333 persone beneficiarie dell’emporio sociale Portobello. «Ho conosciuto meglio Porta Aperta e la possibilità di fare volontariato qui leggendo un articolo sul giornale e mi sono detta: perché no? Quest’anno volevo passare un ultimo dell’anno diverso, ed eccomi a dare una mano in mensa» racconta Alessia Gazzotti che ha coinvolto la collega Barbara Ghinelli per fare il turno di volontariato insieme. «Abbiamo conosciuto l’associazione tramite la scuola di nostro figlio, dove sono venuti a presentarla: ci ha colpito e volevamo fare questa esperienza - dicono Daniela Campeggi e Luca Valisi - Io conoscevo già Porta Aperta, sono andato sul sito dell’associazione, ho inviato la candidatura per fare volontariato con mia moglie, Martina Ansaloni, e siamo venuti sia la sera di Santo Stefano che quella del 31 dicembre, ci è piaciuta molto l’esperienza» commenta Matteo Ribaldi. Preziosa anche la testimonianza di Tamara Tassinari e Gianni Di Milia, anche loro di turno come volontari: «Vedere e conoscere questa realtà, dare una mano, ci ricorda quanto siamo fortunati anche per l’anno che verrà, e soprattutto ci ricorda la necessità di dare ed esserci per gli altri». Per Stefano Spano e la sua compagna Silvia è la prima volta in mensa: «Siamo molto curiosi dell’anno che ci attende in città: Modena Capitale Italiana del Volontariato crediamo sia davvero una bella occasione per conoscere quante più possibili realtà attive sul territorio e metterci a disposizione, a partire da stasera». Ieri anche Porta Aperta ha partecipato alla Marcia per la pace, iniziando l’anno all’insegna dell’impegno civile e della condivisione.