Gazzetta di Modena

L’editoriale del direttore

La Festa del Tricolore non può valere meno del patrono: il 7 gennaio diventi festivo

Davide Berti*
La Festa del Tricolore non può valere meno del patrono: il 7 gennaio diventi festivo

Sarebbe ancora più bello se davvero tutta Reggio Emilia si sentisse parte di questa storia diventando l’ideale capitale d’Italia per 24 ore

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Reggio Emilia Può una festa essere celebrata, con tutti i crismi del caso, nel giorno del calendario che per eccellenza sancisce la ripresa di un mondo che si era fermato? Il 7 gennaio lo ha scelto la storia, ma la storia deve essere messa nelle giuste condizioni per essere adeguatamente tramandata. E allora perché non fare in modo che anche il 7 gennaio sia a tutti gli effetti un giorno di festa? Il 7 gennaio diventi un giorno festivo da calendario.

Un giorno in più che non metterà in crisi il Pil del Paese, ma magari permetterà a qualcuno in più di capire la fortuna che abbiamo, a Reggio, nel custodire questo tesoro. La festa di ieri è stata apprezzata e profonda, toccanti le testimonianze, che danno il senso vero del Tricolore ai giorni nostri. Ma sarebbe ancora più bello se davvero tutta Reggio si sentisse parte di questa storia diventando l’ideale capitale d’Italia per 24 ore. La Festa del Tricolore non può valere meno del patrono, e non è una sfida moderna tra potere temporale e potere spirituale. Lo ha scritto ieri Corrado Augias, firmando la sua presenza nella Sala del Tricolore: “C’è nella ritualità civile un fondo di grandezza quando è sentita e partecipata”. Una dedica che Reggio ha l’obbligo di perseguire ulteriormente per farne una storia identitaria, dove l’identità, come hanno ricordato ieri le parole di chi ha scelto di essere italiano, non è univoca ma si fonda sulle differenze che formano una comunità. E la bandiera ne diventi l’orgoglio, come lo è per il 25 aprile e il 2 giugno. Un domani, ci auguriamo, anche per il 7 gennaio. Che festa sia.
*Direttore della Gazzetta di Reggio