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La serie A scopre Filippo Rinaldi: il portiere di Cavriago esordisce col Parma e ferma subito il Napoli

Luigi Cocconcelli
La serie A scopre Filippo Rinaldi: il portiere di Cavriago esordisce col Parma e ferma subito il Napoli

Le sue parate decisive contro i Campioni d’Italia e lo hanno portato alla ribalta

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Cavriago Serata magica per Filippo Rinaldi, nato a Montecchio il 4 dicembre del 2002, ma cavriaghino doc, portiere cresciuto nel vivaio del Parma. Lui, quel tardo pomeriggio dell’altro ieri lo ricorderà per un pezzo. Non è da tutti esordire in serie A in quel di Napoli, specialmente per uno partito ad inizio stagione come terzo nelle gerarchie, dietro Suzuki e Corvi, potenzialmente quarto al momento del rientro da infortuni del giapponese e Guaita, arrivato in fretta e furia per rimpiazzare il titolare, e prendersi il voto più alto in pagella. Due ottimi interventi su Hojlund e Buongiorno, grande personalità, nessuna emozione e sicurezza nelle uscite sfruttando l’altezza di quasi un metro e novanta, Rinaldi ha, per così dire, emulato il suo idolo con cui ha avuto anche l’onore ed il piacere di condividere lo spogliatoio. Sulle orme di Gigi Come Gigi Buffon, che fece un esordio da urlo fermando il Milan di Capello, Rinaldi ha bloccato sullo 0-0 il Napoli di Conte, incidendo sulla corsa scudetto, con l’Inter che qualche ora dopo il pareggio del Napoli, ne ha approfittato per volare a +6 sui Campioni d’Italia. I numeri dicono che Rinaldi si è presentato all’esordio nella massima serie forte di 94 presenze, con 25 “clean sheet”, maturati in C a Montevarchi, Piacenza, Olbia e Feralpi. Non un esordiente allo sbaraglio, ma un portiere pronto, o quasi, quindi.

Un debutto reggiano

Per la cronaca e la statistica il debutto in una prima squadra, da professionista, Rinaldi lo fece proprio a Reggio. Correva l’estate del 2021 ed in una serata di fine agosto tra i pali del Montevarchi sfidò la prima Reggiana di Aimo Diana. Che si impose grazie ad una rete per tempo di Zamparo e Rozzio, ma lui non sfigurò affatto. Quando, invece, era ad Olbia salì di controvoglia agli onori della cronaca perché a Cesena a fine partita fu affrontato e colpito con un pugno al volto dal padre di Shpendi che gli rimproverava di aver causato una ferita all’arcata sopraciliare in contrasto di gioco al figlio. Rinaldi, che è legato contrattualmente al Parma sino al 2029, nell’estate del 2024 è stato vicino alla Reggiana. Pizzimenti lo aveva cercato come vice di Bardi, poi non se ne fece nulla: lui andò alla Feralpi, alla corte di Aimo Diana e la Reggiana promosse e scommise su Motta. «Provo- ha dichiarato Rinaldi mercoledì sera ai microfoni- sensazioni bellissime e difficili da spiegare, di esordire al Maradona non lo avrei immaginato neppure nei sogni più belli, farlo senza subire goal poi davvero è il massimo, non potevo chiedere di più». Si è unito anche il mister del Parma, Carlos Cuesta, che ha dichiarato: «La scelta di far giocare Rinaldi? Nasce dal feeling che hai per fare le scelte giuste, ha fatto una grande partita . Pensavamo che fosse pronto per una grande partita e così è stato». Il Parma se lo gode, ma anche tutti quelli che a Cavriago lo hanno conosciuto in questi anni. l © RIPRODUZIONE RISERVATA