Giorgia racconta le vite dei defunti di San Cataldo: nel suo sito internet 70mila storie
L’affascinante “Operaultima” di Mantovani, che per circa cinque anni ha percorso i sotterranei del camposanto modenese annotandosi i nomi i coloro che riposano nel cimitero monumentale
MODENA. La nostra Antologia di Spoon River è a poche centinaia di metri dal centro storico. E il cimitero monumentale di San Cataldo (1858-1876) ha la sua Edgar Lee Masters, e si chiama Giorgia Mantovani. Giorgia per circa cinque anni ha percorso i sotterranei del camposanto modenese, annotandosi i nomi i coloro che qui riposano. È poi salita al primo piano, coinvolgendo in questo lavoro appassionato anche la famiglia, pure di domenica, con il suo kit da cimitero: sgabello, faretto da speleologo, pinza sposta-fiori, piumino per spolverare, biro e bloc notes.
Il progetto
Il suo progetto si chiama Storie del Cimitero San Cataldo. Vi siete mai chiesti chi è l’ospite di una tomba a cui passate davanti, magari mentre andate dai vostri cari? Era medico, infermiere, idraulico, fabbro, impiegato o suonatore di fisarmonica? Amava il suo lavoro? Aveva avuto figli, o ‘non erano arrivati’, aveva provato sulla propria pelle la guerra, il terremoto, un’alluvione? Com’era morto, aveva viaggiato? Giorgia lo ha fatto tante volte e da qualche mese questa laureata in Statistica, 52 anni, ha pubblicato un bel sito (www.operaultima.com) dove ha deciso di inserire tante foto delle sepolture presenti a San Cataldo (nel suo database ci sono ben 70mila nomi), con piccoli profili dei defunti, basati sulle ricerche che ha compiuto in questi anni. «Ho sempre avuto la passione di scrivere storie – spiega Giorgia – e mi ha sempre incuriosito il cimitero, davanti al quale ho abitato per anni. Ho unito così questi miei interessi, facendomi forse anche prendere la mano, e provo ora a restituire alla città in questo modo alcune delle storie che il cimitero racconta. Opera ultima vuole riempire lo spazio muto tra le date di nascita e di morte, dare voce a quel nome, a quella foto, alle piccole grandi storie di chi ‘è andato avanti». Opera ultima, che gode del patrocinio del Comune, propone non solo le mappe del cimitero, ma anche la possibilità di fare una ricerca libera per cognome o data di morte, o per categorie. Ovviamente su questo sito non ci sono solo informazioni sulle persone più note, ma anche su uomini, donne e bambini che qui sono sepolti magari da oltre cent’anni e che per qualche motivo hanno attirato l’attenzione di Giorgia.
Sepolcri illustri
Le lapidi sono nei più diversi stili, alcune tombe sono piccoli monumenti e riscopriamo tanti nomi e cognomi che ricordiamo di avere visto sulle targhe stradali ma di cui non sappiamo nulla. Purtroppo questi sepolcri spesso sono coperti di polvere e ragnatele. C’è ovviamente Enzo Ferrari ma c’è anche la madre Adalgisa Bisbini, il fratello Alfredo, il padre Alfredo anch’egli, e Lina Lardi, madre del figlio Piero, la moglie Laura Garello con il figlio Alfredo (per tutti Dino). E a San Cataldo riposano poi anche l’autista Peppino Verdelli e Luigi Bazzi. Se rimaniamo nella categoria Terra dei motori ecco che Opera ultima ha censito le tombe di Adolfo Orsi, patron della Maserati, di Sergio Scaglietti, Alejandro De Tomaso, Francesco Stanguellini e tanti altri. Emoziona vedere le epigrafi che ricordano bambini annegati cento anni fa in un canale, adornate da angeli, o le lapidi di donne bellissime uccise nel 1918 dalla terribile epidemia di Spagnola, ritrovare personaggi caratteristici della vita cittadina dei decenni passati o giocatori del Modena calcio. Volti e nomi che oggi magari pochi ricordano e che grazie alle ricerche tra giornali, registri e archivi di Giorgia possono dire qualcosa anche a noi, abitanti della città dei vivi.
La cura dei luoghi
«A Bologna ci sono persone che hanno il compito di spolverare le tombe del Cimitero Monumentale della Certosa - dice Giorgia - Sarebbe bello che una iniziativa simile esistesse anche a Modena. Una volta completato, vorrei donare al Comune il mio database contenente la digitalizzazione dei nomi ad oggi censiti solo nei vecchi registri cartacei, che ne potrebbe fare un uso più ampio. Un altro sogno sarebbe quello di trasformare uno spazio dentro al cimitero in una piccola biblioteca del lutto e delle storie, dove si potrebbero trovare i libri dedicati a chi è sepolto a San Cataldo; condividere le storie è anche una forma di cura, un modo per creare rete tra chi ha vissuto una perdita. Potrebbe poi essere utile inserire un Qrcode vicino alle tombe più interessanti in modo che il visitatore incuriosito possa trovare subito le informazioni che cerca». Il nostro Cimitero Monumentale ha una superficie di 33 mila metri quadrati e un perimetro di 916 metri. Non si sa con precisione il numero dei defunti ospitati all’interno delle sue mura, persone morte anche prima dell’apertura del camposanto e qui traslate e dunque nate alla fine del Settecento.
Oltre 40mila tombe
Giorgia dal canto suo ha censito 22mila sepolture nel piano interrato e 20mila tra piano primo e secondo. Da tempo l’amministrazione comunale assieme a vari soggetti sta cercando di valorizzare il Cimitero di Cesare Costa, noto a molti per la sua parte moderna, opera degli anni Settanta dei celebri architetti Rossi e Braghieri e meta di visite guidate. Esiste già peraltro una guida sonora, presentata recentemente, che accompagna i visitatori che permette di seguire un itinerario per conoscere il cimitero e ascoltare alcune delle storie di chi lo abita. Nel caso foto e notizie riguardanti ospiti di San Cataldo possano risultare offensive ed inappropriate per le famiglie dei parenti Giorgia Mantovani è ovviamente pronta a cancellarle da Opera ultima. Se desiderate condividere una storia scrivere a: info@operaultima.it.
