Gazzetta di Modena

L’analisi

Caregiver familiari, 84mila modenesi assistono i propri cari malati: «In prima linea tra mille difficoltà»

di Paola Ducci

	I caregiver familiari a Modena sono 84mila
I caregiver familiari a Modena sono 84mila

Andrea Sirianni, segretario della Cisl Emilia Centrale: «Con il nuovo disegno di legge avranno diritto a un bonus mensile di di 400 euro, ma serve di più»

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. «A Modena e provincia i caregiver familiari sono circa 84 mila. Di questi, 30-40 mila assistono fino a 10 ore a settimana e, ancora di più, quelli con un carico di cura pesante e continuativo (oltre 20 ore di assistenza a settimana) sono nell’ordine di 21 mila. Numeri enormi che richiedono strumenti nuovi e progetti permanenti, non un bonus di pochi euro». Con queste parole è Andrea Sirianni, segretario della Cisl Emilia Centrale, che commenta il disegno di legge sui caregiver approvato lo scorso gennaio dal Consiglio dei ministri. Una riforma che ha un punto di forza, ritiene Sirianni: «Lo Stato riconosce giuridicamente la figura del familiare che si prende cura, a casa, di un proprio caro. Un cambio culturale – puntualizza – frutto anche del pressing che la Cisl ha fatto al Tavolo consultivo, ma che in ogni caso richiede pragmatismo per trasformarsi in aiuto vero. Sostenere i caregiver con un contributo mensile stabile è un investimento che conviene allo Stato e alla Regione sottolinea il segretario perché evita spese maggiori in ospedali e case protette, dove i posti accreditati sono ormai finiti». I numeri presentati dalla ricerca Cisl non lasciano alibi: nel Modenese gli anziani over 65 sono 169.492 persone (23,9% della popolazione). Significa che più di una persona su cinque è anziana e la quota crescerà ancora. «Il bisogno di garantire cura e assistenza è già oggi la bomba sociale dei prossimi 10-15 anni in una Comunità dove l’età media ha superato i 46 anni», specifica Sirianni.

Bonus per pochi

Al momento però, puntualizza Cisl, l’impegno economico per i caregiver non basta. Il disegno di legge vara un bonus fino a 400 euro mensili, erogato trimestralmente, previsto nella fase iniziale solo per caregiver conviventi che assistono un familiare con disabilità gravissima per almeno 91 ore settimanali, con priorità a famiglie a basso reddito (sotto i 3.000 euro) e Isee non superiore a 15.000 euro. «Con queste regole, più simili a un bonus povertà che a un aiuto effettivo – attacca Sirianni – molti caregiver modenesi, con carichi pesanti di cura, non vedranno un centesimo. È necessario aumentare la soglia Isee e rendere il contributo adeguato ai costi reali della cura».

Sollievo e formazione

La sfida della riforma chiama Modena a mettere a terra due pilastri: una rete diffusa di servizi di sollievo per i caregiver, compreso il supporto psicologico ed emotivo, e la formazione. Cisl ritiene che nelle Case della Comunità si può costruire un modello che consideri il caregiver partner degli operatori sanitari, con percorsi pratici (su movimentazione, gestione di presidi e terapie) e punti di riferimento chiari nei distretti, per sapere a chi rivolgersi e come attivare i servizi. Questo migliorerebbe la continuità assistenziale, intercettando prima le criticità e riducendo i ricoveri evitabili.

Serve una regia

In Emilia Romagna dal 2014 c’è una legge regionale di sostegno ai caregiver e la giunta ha stanziato 3 milioni di euro l’anno per il triennio 2025-2027. «Una scelta positiva - commenta ancora Sirianni - ma che nei distretti della provincia di Modena si traduce in 462 mila euro. La Regione può integrare, ma non sostituirsi allo Stato. Serve uno stanziamento certo del Governo, per costruire con le Regioni uno scudo vero per dare respiro alle famiglie e ai caregiver, in gran parte donne».

Il lavoro del caregiver ha valore

Infine, conclude Sirianni, «Occorre aprire il capitolo previdenziale e ridurre l’abbandono del lavoro: oggi circa il 60% dei caregiver interrompe o limita l’occupazione. Allora, congedi, permessi e lavoro agile vanno resi davvero esigibili, senza tutele per i caregiver rischiamo di trasformare la cura di oggi in povertà domani».

© RIPRODUZIONE RISERVATA