Gazzetta di Modena

Dall’inserto Scuola2030

Il nuovo Esame di Maturità, vediamo insieme cosa cambia

Anastasiia Khamelivska e Sara Maccarone*
Il nuovo Esame di Maturità, vediamo insieme cosa cambia

Dal voto in condotta all’orale con solo quattro materie dove la “scena muta” non sarà ammessa

3 MINUTI DI LETTURA





Dopo una lunga attesa, venerdì 30 gennaio il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha reso note le materie della seconda prova scritta e le discipline oggetto del colloquio orale dell’Esame di maturità. È stato dunque chiarito il quadro per gli studenti dei diversi indirizzi di studi. Si va dal latino al liceo classico a matematica allo scientifico; si parla di economia aziendale all’AFM (Amministrazione Finanza e Marketing) con l’aggiunta di geopolitica per l’indirizzo RIM (Relazioni Internazionale per il Marketing). Insomma, un vero e proprio puzzle multidisciplinare, a cui si aggiungono le discipline dell’orale. 

Intanto, con l’avvicinarsi dell’Esame di Maturità, il momento per molti studenti più temuto dell’anno scolastico diventa sempre più concreto. A rendere il quadro ancora più complesso contribuiscono le numerose modifiche introdotte dal Ministero, alcune delle quali destinate a incidere in modo significativo sulla struttura dell’esame. A partire dal 2026, infatti, l’Esame di Stato tornerà ufficialmente a chiamarsi “Esame di Maturità”, una scelta simbolica che intende sottolineare una valutazione complessiva del percorso di crescita dello studente.

La riforma, introdotta dal decreto-legge 127/2025 e promossa dal ministro Giuseppe Valditara, segna un ritorno a un modello più tradizionale e selettivo. Il colloquio orale non riguarderà più tutte le discipline, ma soltanto quattro materie individuate in anticipo; inoltre viene eliminato l’utilizzo dell’immagine come spunto iniziale per i collegamenti interdisciplinari. 

Tra le novità più discusse c’è anche l’introduzione della cosiddetta “scena muta”: lo studente che sceglierà volontariamente di non rispondere alle domande durante il colloquio orale non sarà ammesso al diploma. Cambia inoltre la composizione della commissione d’esame, che sarà ridotta a cinque membri per classe, con un presidente esterno, due commissari esterni e due interni.

Un ruolo centrale viene attribuito al voto di condotta, che inciderà direttamente sull’ammissione e sul punteggio finale: un 5 comporterà la bocciatura, il 6 l’obbligo di svolgere un elaborato di cittadinanza, mentre solo con il 9 sarà possibile ottenere il massimo dei crediti.

Resta confermata la struttura del punteggio finale su cento punti, con quaranta crediti scolastici, venti per ciascuna prova scritta e venti per il colloquio orale. La commissione potrà assegnare fino a tre punti bonus (fino allo scorso anno erano cinque) a partire da una base di novanta centesimi. Altro cambiamento: il voto delle prove scritte sarà comunicato solo dopo il colloquio finale, e non prima.

Assumono inoltre un peso crescente i Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (ex PCTO, ora chiamati Formazione Scuola-lavoro), così come il Curriculum dello studente, che diventa un elemento di valorizzazione durante il colloquio orale. Rimane l’incertezza sugli effetti concreti che questi cambiamenti avranno sugli studenti, ma una cosa appare chiara: la preparazione resta l’elemento fondamentale per affrontare l’Esame di Maturità con consapevolezza. Senza dimenticare che il voto finale, pur importante, rappresenta solo un numero e non esaurisce il valore personale e umano di ogni studente. Per ulteriori approfondimenti è possibile consultare il sito ufficiale del Ministero.

*Studentesse dell’istituto Scaruffi Levi Tricolore

© RIPRODUZIONE RISERVATA