Gazzetta di Modena

Istruzione

Isabella, maestra in viaggio: dal Cile alle scuole Mattarella di Modena

di Paola Ducci

	Isabella Molfino
Isabella Molfino

Molfino, 27enne di Santiago, dal 6 gennaio sta facendo un tirocinio presso l’Ic3 di Modena: «L’esperienza in questo istituto mi ha aperto un mondo, facendomi comprendere metodologie di insegnamento e valutazione che non avevo mai approcciato»

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MODENA. Isabella Molfino, ha 27 anni, è di Santiago del Cile, ha una laurea che le permette di insegnare alla corrispondente scuola primaria e primo anno di secondaria di primo grado nel suo Paese e dal 6 gennaio sta facendo un tirocinio presso l’Ic3 di Modena, le scuole Mattarella. «Insegno in una scuola paritaria italiana a Santiago e la direzione dell’istituto ha proposto a me e ad alcuni miei colleghi un tirocinio formativo di un mese in Italia, presso diverse scuole dello Stivale, per apprendere una tipologie di metodo di insegnamento che potessero essere innovative rispetto a quelle che utilizziamo abitualmente in Cile», racconta Isabella.

L’esperienza all’Ic3

Ma la motivazione per cui la professoressa Cilena sia approdata alle scuole Mattarella di Modena da Santiago del Cile la si deve ad alcune conoscenze italiane che operano nell’ambito ministeriale della direttrice. «Ci hanno proposto alcune scuole d’Italia e tra queste c’era l’Ic3 di Modena, diretto dal dirigente Daniele Barca, dove io sono stata destinata». Per la giovane l’esperienza modenese è stata entusiasmante. «Fare il tirocinio formativo in questo istituto comprensivo mi ha aperto un mondo e mi ha fatto comprendere metodologie di insegnamento e valutazione che non avevo mai approcciato - racconta - per esempio, una cosa che mi porto a casa e non vedo l’ora di mettere in pratica, è quanto ho sperimentato alla scuola dell’infanzia: ovvero sedersi a tavola con i bambini. In Cile gli insegnanti mangiano al tavolo da soli e spesso in una sala diversa da quella dove mangiano i bambini. Ho capito invece che mangiare con loro è molto più bello e stimolante perché la didattica continua anche a tavola, attraverso le osservazioni delle regole di comportamento, attraverso la stimolazione dei sensi assaggiando anche cibi nuovi e conversando con loro del più e del meno. Ma ancora di più- continua Isabella- mi ha colpito il fatto che sia nelle scuole primarie che nella secondaria di primo grado dell’Ic 3 gli alunni non sono giudicati attraverso voti numerici, ma con la formulazione di giudizi che, solo a fine anno scolastico, si traducono in voti. Questo permette agli studenti di affrontare il tempo di scuola con meno ansia e di concentrarsi maggiormente sull’apprendimento delle competenze e non sull’ansia del risultato».

Il giudizio su Modena

Ma Isabella, del mese di permanenza a Modena, ne ha apprezzato anche il clima cittadino. «Vengo da una metropoli e vivere per un mese in un luogo più a misura d’uomo come Modena l’ho apprezzato tantissimo - informa - piazza Grande, la Ghirlandina, il duomo del Wiligelmo ma anche i numerosi parchi cittadini, mi rimarranno sempre nel cuore, come nel cuore mi rimarranno i sapori incredibili e davvero unici dei cibi modenesi. I tortelloni ricotta e spinaci... mai assaggiato nella mia vita un cibo così sublime».Ma Isabella ha apprezzato anche i modenesi e la cordialità che le hanno dimostrato tutti nei suoi confronti. «Non mi sono mai sentita sola in questa città - conclude la professoressa cilena- a scuola i colleghi mi hanno accolto con grande rispetto ed entusiasmo e nei fine settimana, passeggiando per le vie del centro e fermandosi a bere un caffè in qualche bar, ho conosciuto molte persone. C’è una esperienza che non dimenticherò mai - chiude- le mitiche fiere di Sant’Antonio e San Geminiano, con gli oggetti più strani e l’ottimo cibo proveniente da ogni parte Italia».