Gazzetta di Modena

Il caso

Minaccia “esplosiva” contro la nuova moschea di Ravarino

di Manuel Marinelli
Minaccia “esplosiva” contro la nuova moschea di Ravarino

Finti candelotti di dinamite lungo il perimetro dell’ex cinema Cristallo, dove sorgerà il centro culturale islamico. A fianco delle “bombe” inquietante scritta in arabo: «È un avvertimento»

3 MINUTI DI LETTURA





RAVARINO. Candelotti di esplosivo disseminati lungo il perimetro dell’ex cinema Cristallo di Rami di Ravarino, uno stabile abbandonato che verrà riqualificato per ospitare un centro culturale islamico. Si scopriranno finti, ma ciò non cambia il messaggio del gesto: una minaccia vera e propria, della serie “andate via, non siete i benvenuti”. Anche perché a fianco dei candelotti c’è un foglio con una scritta, per di più in arabo: “Vi abbiamo avvertiti, state attenti”.

Una messa in scena ritrovata ieri dall’Imam di Ravarino Abdelmajid Abouelala e che non è una fatto isolato: «Il 27 gennaio abbiamo fatto una scoperta identica, anche in quel caso erano candelotti finti, circa una quindicina. Ce lo hanno detto i carabinieri. Erano sparsi lungo tutto il cortile e i muri del cinema. Da quella volta, visto lo spavento, sono tornato a controllare tutti i giorni se qualcosa non andava. Purtroppo ieri c’era più di qualcosa che non andava...».

I candelotti sono posizionati a terra, lungo il perimetro dello stabile di via Argine. Sembrano veri: la miccia, l’esplosivo confezionato. E una scritta Tnt. C’è tutto. Chi ha orchestrato l’operazione ha pensato a ogni dettaglio.

«Lo spavento è stato enorme, ho chiamato subito i carabinieri che sono arrivati dopo poco – continua Abdelmajid Abouelala – Questa volta i candelotti erano 4, sempre finti come ci hanno detto i carabinieri che poi si sono occupati di portarli via e mettere in sicurezza l’area. E c’era anche un foglio con una scritta in arabo, che tradotta significa: “Questo è solo un avvertimento”. Abbiamo paura. Molto». Il centro islamico Al Wahda programma da qualche tempo di trasferire la propria sede attuale nell’ex cinema, e le polemiche non sono mancate.

«Noi non abbiamo mai fatto nulla di male, non so chi possa aver fatto o anche solo pensato una cosa simile. Adesso sono esplosivi finti, domani cosa potrebbero essere? Non voglio nemmeno pensarci. In questo momento siamo sotto choc, è un gesto d’odio, una minaccia inaccettabile e che non ci lascia tranquilli. Noi vogliamo solo spostare il nostro centro culturale, nessuna moschea. Faremo esattamente le stesse cose che facciamo ora a qualche centinaio di metri di distanza. Siamo integrati e ben voluti, collaboriamo con associazioni del territorio. Davvero non capisco e ho paura».

Le indagini sono in mano ai carabinieri, che setacceranno le telecamere di sorveglianza della zona alla ricerca di possibili indizi su chi si celi dietro un gesto del genere, tutt’altro che una ragazzata o uno scherzo ma una minaccia seria, con tutte le conseguenze del caso. «Vogliono farci una moschea E questo a noi non va bene» avevano raccontato alla Gazzetta alcuni residenti negli scorsi mesi.

«Non c’entrano motivi di tipo razziale o religioso, si badi bene, piuttosto «di sicurezza. Un immobile di questo tipo, sulla strada, con pochi parcheggi, non si presta di certo a ospitare un luogo di culto come una moschea. Sarebbe pericoloso per i fedeli musulmani».

«L’immobile ha una destinazione urbanistica ben precisa: non può ospitare luoghi di culto. Per cui l’associazione Al Wahda, realtà ben integrata e presente sul territorio da più di 10 anni e che vanta collaborazioni con altre associazioni locali come Proloco, non potrà realizzare una moschea. Semplicemente trasferiranno lì la loro sede, che al momento si trova a qualche centinaio di metri dall’ex cinema Cristallo» aveva chiarito la sindaca Rebecchi.l