Gazzetta di Modena

Lo spettacolo

Al teatro Pavarotti-Freni come a Versailles: ecco “Le Carnaval”, amato dal Re Sole


	Le Carneval
Le Carneval

A oltre tre secoli e mezzo dal suo trionfo alla corte di Luigi XIV, l’affascinante opera lirica di Giovanni Battista Lulli torna a vivere in una forma nuova e soprendente a Modena venerdì 27 febbraio e domenica 1 marzo

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MODENA. A oltre tre secoli e mezzo dal suo trionfo alla corte di Luigi XIV, Le Carnaval, Mascarade Royale di Giovanni Battista Lulli torna a vivere in una forma nuova e sorprendente. Il teatro comunale Pavarotti-Freni di Modena lo presenta venerdì 27 febbraiodomenica 1 marzo, in coproduzione con il Teatro Comunale di Ferrara, dove lo spettacolo ha debuttato il 14 febbraio in prima esecuzione mondiale in epoca moderna.

L’opera

È un ritorno storico: l’opéra-ballet, su libretto di Philippe Quinault, non veniva rappresentata integralmente dal 1675. A renderlo possibile è la nuova edizione critica curata da Bernardo Ticci (BTE 2025) e l’adattamento musicale di Federico Maria Sardelli, tra i più autorevoli interpreti del barocco europeo, che guida l’Orchestra Modo Antiquo restituendo la vitalità teatrale della scrittura di Lully. Sardelli ha in sede di presentazione a Ferrara definito questa riscoperta «una rinascita non archeologica, ma pulsante» della musica di Lulli, sottolineando come il barocco sia «linguaggio vivo, non museo». Accanto all’orchestra, il Coro I Musici del Gran Principe diretto da Samuele Lastrucci contribuisce a ricostruire quella ricchezza timbrica e scenica che rese celebre l’autore fiorentino naturalizzato francese, figura centrale della cultura musicale del Re Sole. Se la parte musicale riporta in vita l’incanto sonoro del Seicento, la scena compie un salto immaginifico. La regia, le scene e gran parte delle coreografie sono firmate da Emiliano Pellisari, affiancato da Mariana Porceddu per la parte coreutica, e interpretate dai danzatori del NoGravity Theatre. L’estetica della compagnia, conosciuta per la capacità di sfidare la gravità e creare illusioni sceniche, trasforma il Carnevale in un “spettacolo totale”: corpi sospesi, figure riflesse, movimenti sottratti al peso e al tempo danno vita a un universo visivo che combina meccanica, fantasia e tradizione barocca. Pellisari stesso spiega la sua visione in modo nitido: «Affronto il materiale barocco non come repertorio da ricostruire, ma come materia viva da attraversare, restituendo allo spettatore lo spirito profondamente teatrale dell’epoca» afferma il regista. E aggiunge che il Carnaval «non è una narrazione lineare, ma un flusso continuo di entrées, un mondo di tipi e metamorfosi in cui la coesione nasce dal dialogo tra musica e danza». L’opera, infatti, è un mosaico di scene autonome in cui si alternano personaggi pastorali, borghesi, maschere della commedia dell’arte come Arlecchino e Pulcinella, e figure “esotiche” allora di moda: muftì, zingari, spagnoli. La partitura attinge alla tradizione del ballet de cour, diventando un gioco di meraviglia, rovesciamento dei ruoli e continua trasformazione, un tratto che già nel Seicento rispecchiava l’ambivalenza del Carnevale come spazio di libertà effimera e, allo stesso tempo, controllata dal potere assoluto. Il cast vocale è di altissimo livello: Valeria La Grotta, Giuseppina Bridelli, Philippe Talbot, Cyril Auvity, Biagio Pizzuti e Alexandre Baldo, interpreti specializzati nel repertorio barocco e già protagonisti della prima ferrarese dello spettacolo. Il risultato è un intreccio serrato tra canto, gesto e immagine, in cui la danza non accompagna la musica ma la attraversa, ridisegnandola nello spazio. «È un’opera in tempi moderni - spiega Bridelli - eseguita tantissimo tempo fa, senza registrazioni, di cui non abbiamo quasi nulla: rispolveriamo completamente Lully, autore poco affrontato in Italia, suo paese d’origine visto che nasce come Giovanni Battista Lulli. La sfida è renderla fruibile – dice ancora la cantante – per un pubblico bombardato da immagini, non come allora, dove il teatro era meraviglia rara». La compagnia di arti performative No Gravity Theatre porta un immaginario visivo “estremamente particolare”, non danza tout court, bensì illusioni corporee che “aiutano a godere della musica”, contrappunto a Preljocaj in “Atys” (si narra fosse una delle opere predilette dal Re Sole) in quel di Versailles. «Lully – conclude Bridelli – ha questo potere oggi: risvegliare collaborazioni, nuove commistioni, mix».

L’incontro

Un’ulteriore occasione per avvicinarsi all’opera è l’incontro “Invito all’Opera” con Luca Baccolini, previsto oggi (giovedì 26 febbraio) alle 18 al Ridotto del teatro Comunale, un appuntamento che permetterà al pubblico di conoscere il contesto storico e musicale della produzione. Il ritorno di Le Carnaval, Mascarade Royale non è soltanto una rarità musicologica: è un’operazione culturale che invita a guardare al barocco come a un terreno fertile di invenzione, spettacolo e riflessione sul presente. La fantasia scenica di Pellisari e la lettura musicale di Sardelli mettono in dialogo passato e contemporaneo, restituendo al pubblico un’esperienza che unisce rigore storico e libertà visionaria. I biglietti, dai 20 ai 50 euro salvo riduzioni, sono disponibili online, in biglietteria e telefonicamente. Tutte le informazioni su www.teatrocomunalemodena.it.