Kimi Antonelli, il campione torna a casa «La vittoria è soltanto l’inizio». La famiglia, la foto con Hamilton e la dedica di Sinner
Dopo il trionfo nel Gran Premio di Shanghai l’arrivo all’aeroporto di Bologna è una festa. «Non vedo l’ora di mangiare un po’ di pasta...»
Bologna «Sono veramente contento di aver riportato il tricolore sul gradino più alto del podio». E poi: «Ora mangerò finalmente un po’ di pasta». E ancora, a lasciare intendere che il meglio deve ancora venire: «Questa vittoria è un punto di inizio». Alle 10.57 del mattino, all’aeroporto Marconi di Bologna, la porta degli arrivi del terminal A si apre e Andrea Kimi Antonelli torna a casa. “Grande Kimi”, gridano gli altri passeggeri quando lo incrociano e lo riconoscono in quel via vai di persone di ritorno da chissà dove. La gara di domenica in Cina ha fatto il giro del mondo. E lui non si sottrae all’entusiasmo globale. Selfie e strette di mano con tutti, un abbraccio alla madre Veronica che lo aspettava a casa, un sorriso tranquillo e determinato.
A guardarlo così sembra uno dei tanti ragazzi di Bologna: 19 anni, passo tranquillo, testa sulle spalle. Solo che nel frattempo, dopo la storica vittoria nel Gp di Shanghai, questo 19enne proveniente dalla terra dei motori, al volante di una Mercedes, è entrato nella leggenda della Formula 1. È nata una star, in quel gran pezzo dell’Emilia in cui la velocità è concepita come una forma d’arte e di libertà. Industria, passione e talento. Veloci come il vento. In un solo weekend, Kimi Antonelli ha fatto saltare il banco mettendo in fila diversi record: pole position più giovane di sempre, secondo vincitore più giovane della storia dietro solo a Max Verstappen e primo italiano a vincere un Gran Premio da quasi vent’anni, dai tempi di Giancarlo Fisichella. Ma, soprattutto, è il primo italiano dai giorni lontani di Alberto Ascari a far tornare il Paese a sognare davvero un mondiale.
Era il 1953, oltre 70 anni fa. Ora siamo nel 2026. E il sogno torna tangibile. Il volo di linea proveniente da Istanbul arriva con qualche minuto di ritardo. Poco prima di lui, dalla stessa porta, in questo aeroporto della Motor Valley, passa anche Frédéric Vasseur, team principal della Ferrari, che in Cina ha comunque festeggiato il primo podio di Lewis Hamilton al volante della Scuderia di Maranello. Poi arriva Antonelli. Si ferma, saluta e scherza, con la naturalezza di un ragazzo che, all’improvviso, si è ritrovato a guidare più veloce di tutti. Era solo questione di tempo, d’altronde. E la testa è già alla prossima gara. Kimi, hai fatto emozionare tutta l’Italia.
Che sensazioni hai dopo questa vittoria?
«Sono veramente contento di questa vittoria e di aver riportato il tricolore sul gradino più alto del podio. Questo è un punto di inizio e spero di poter continuare così, perché comunque siamo sulla strada giusta. Però non sarà facile».
A chi dedichi questo risultato?
«Sicuramente alla mia famiglia, al mio team e a tutti quelli che mi seguono e mi hanno supportato sin da quando ero piccolo. Questo è anche il frutto di tutto il lavoro e del percorso che è stato fatto fino ad oggi».
La partenza è stata decisiva per la gara?
«Le partenze non è che siano state delle migliori per me, soprattutto in Australia. In Cina non ero molto confidente sulla partenza, però è andata meglio del previsto: sono riuscito a sfilare secondo. Da lì sono andato in testa e sono riuscito a fare un buon passo».
Avrai ricevuto centinaia di messaggi. Ce n’è uno che ti ha sorpreso più degli altri?
«Ne ho ricevuti davvero un sacco. Sono rimasto molto sorpreso dalla dedica di Jannik Sinner a Indian Wells. Infatti gli ho scritto un messaggio perché l’ho apprezzata moltissimo, è stato veramente carino».
Anche Alberto Tomba ha detto che vorrebbe conoscerti presto.
«Sì, lui ovviamente è una leggenda. I miei genitori mi parlano molto spesso di Alberto, quindi sarebbe bello poterlo conoscere».
Hai fatto un weekend perfetto: pole position e vittoria. Ti sei tolto un peso?
«Sì, diciamo che mi sono tolto un peso e adesso sono più rilassato. Questo risultato ti dà forza e consapevolezza del proprio potenziale. Adesso ho ottenuto la mia prima pole position e la prima vittoria. Il prossimo step è quello più grande e più difficile, però sono sicuro che se farò tutto bene si potrà raggiungere».
Adesso c’è già la prossima gara, a Suzuka.
«L’anno scorso mi sono trovato bene a Suzuka Circuit. Ovviamente quest’anno con le macchine nuove sarà molto diverso. Però mi sto trovando bene con la macchina e ogni volta che salgo ho sempre più confidenza. Adesso mi godrò questa vittoria e poi alla fine di questa settimana partirò per il Giappone». Sembra che tu ti stia adattando alle nuove macchine meglio di altri. «Il fatto di avere una macchina che va bene aiuta. Però mi sono trovato subito bene e ho fatto tanto lavoro al simulatore già dall’anno scorso. Ho cercato di prepararmi sotto tutti gli aspetti nel miglior modo possibile e sicuramente sta pagando».
Come festeggerai? Tua madre ti ha promesso un piatto di tagliatelle…
«Sicuramente la prima cosa che farò è arrivare a casa e mangiare un po’ di pasta, un po’ di tagliatelle, perché è da un po’ che non le mangio. Però farò una cosa tranquilla con i miei amici e con la mia famiglia. È un momento molto speciale per me, per la mia famiglia e per i miei amici, quindi cercherò di divertirmi e godermelo. Poi dopo questo momento il focus andrà su Suzuka».
Ti capita di pensare a quando tutto è iniziato? A quando tuo padre ti portava in pista da bambino? Ci pensi a quanto poco tempo è passato da quando a Hockenheim tuo padre ti infilò dentro quella pila di pneumatici per farti entrare nel paddock: non avevi il pass perché eri troppo piccolo...
«Il tempo è volato. A volte mi appaiono delle foto di me e mio padre quando andavamo in pista insieme ed è incredibile vedere quanto velocemente sia passato. È stato molto bello averlo con me in pista. Purtroppo non sono potute venire mia madre e mia sorella, ma condividere quel momento con lui è stato veramente molto speciale».
In un certo senso sei riuscito anche a far tifare Mercedes agli italiani, che tradizionalmente tifano le Ferrari.
«Anche questo è un grande obiettivo raggiunto. Sicuramente c’è ancora un po’ di lavoro da fare. Ovviamente la Ferrari è la Ferrari, è immensa. Però dai, anche tifare Mercedes per me non sarebbe male».
Sta girando molto una tua vecchia foto con Lewis Hamilton quando eri bambino. Hamilton ti ha festeggiato in maniera davvero speciale.
«Sì, credo che quella con Lewis sia la foto dell’anno. L’entusiasmo che ha avuto nei miei confronti dopo la vittoria è stato davvero bello. Mi ha sempre supportato: da quando lui è andato in Ferrari e io sono arrivato in Mercedes abbiamo mantenuto un bellissimo rapporto. È bello soprattutto con un campione come lui».
Tua madre dice che tua sorella Meggy è la tua prima tifosa.
«Sì, è la tifosa numero uno. Tra me e lei c’è un po’ di differenza d’età, ma negli ultimi tempi il nostro rapporto è migliorato moltissimo. È diventata super tifosa e anche molto appassionata di Formula 1: sta imparando tante cose tecniche. In Australia ha guardato tutte le sessioni con mio padre. È davvero dolce, ed è sicuramente la mia fan numero uno».
Tra sport e motori è stato un weekend perfetto per la tua città: hai vinto tu, ha vinto il Bologna, ha vinto la Virtus.
«Diciamo che è stato un weekend top per Bologna. Speriamo che questa striscia positiva continui». © RIPRODUZIONE RISERVATA
