Gazzetta di Modena

Il caso

Incontro con l’Imam al Fermi: «È un progetto, presto anche due monaci buddisti»

di Paola Ducci
Incontro con l’Imam al Fermi: «È un progetto, presto anche due monaci buddisti»

Prandini (direttore interdiocesano dei servizi Migrantes, Ecumenismo e Dialogo interreligioso): «Basta credere che l’Islam sia la religione solo degli stranieri: sono migliaia i cittadini italiani musulmani»

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MODENA. «Bisogna smettere di dire che la religione islamica sia la religione degli stranieri. È un’affermazione totalmente falsa. Sono migliaia le persone con cittadinanza italiana musulmane che vivono a Modena e in provincia. Le polemiche che si sono sollevate in città riguardo alle attività promosse dall’Istituto Fermi, che hanno visto nella giornata di ieri, sabato 18 aprile, la presenza di Hicham Houchim, referente della comunità islamica di Sassuolo e rappresentante dell’Ucoii (Unione delle comunità islamiche italiane), all’incontro dal titolo “Identità e fede islamica”, sono, a mio avviso, sterili e totalmente prive di senso».

Sono queste le parole di Fausto Prandini, direttore interdiocesano dei servizi Migrantes, Ecumenismo e Dialogo interreligioso, che il prossimo 6 maggio sarà, nell’ambito dello stesso progetto, ancora al Fermi insieme, questa volta, a due monaci buddisti.

Prandini, perché ritiene che le polemiche sul progetto interreligioso promosso dall’Istituto Fermi siano sterili?
«Perché, come ha ben chiarito anche il dirigente dell’istituto, nessuno vuole promuovere una religione piuttosto che un’altra, ma semplicemente aderiamo a un progetto culturale e religioso che mira a promuovere un approfondimento di conoscenza sulle tre religioni più diffuse sul nostro territorio: quella cattolica, quella buddista e quella musulmana. Non si può ignorare che nella sola Modena sono tre le comunità musulmane presenti, che accolgono anche qualche migliaio di persone. Allora perché non apprenderne i fondamenti? Peraltro, conosco molto bene le persone delle altre due religioni che tengono gli incontri al Fermi: sono persone molto serie, aperte alla conoscenza degli altri e promotrici di un dialogo rispettoso tra credi. Uno di questi è Hicham Houchim, referente della comunità islamica di Sassuolo, che nella sua città sta promuovendo un importante progetto sul disagio giovanile».

Qual è la finalità del progetto?
«L’obiettivo è quello, ben chiarito dal dirigente del Fermi, Scotto di Ciccariello, di alimentare una riflessione condivisa sulla complessità della società moderna e, ovviamente, di conoscere “l’altro”, primo passo per vivere un rapporto civile. La conoscenza delle altre fedi è fondamentale per una convivenza rispettosa e pacifica, soprattutto in un momento storico come questo. Al Fermi, il progetto è stato proposto da chi insegna religione cattolica perché, ovviamente, un insegnante di religione non può ignorare il fatto che a Modena siano diffuse anche altre religioni oltre alla cattolica».

Poiché lei è parte attiva di questo progetto, ci può raccontare come vengono strutturati gli incontri?
«Per ogni religione intervengono rappresentanti delle stesse che sviluppano il proprio intervento su quattro punti principali: i pilastri su cui si fonda quella religione, le festività principali, come viene vissuta l’appartenenza dei fedeli e come è possibile sviluppare un dialogo interreligioso tra fedi diverse».

Avete in programma qualche altro evento di questo tipo in città?
«Il 5 giugno, nella sala consiliare in Municipio, si terrà un convegno internazionale al quale parteciperò anche io come relatore, che avrà come temi la cooperazione internazionale e il dialogo interreligioso per difendere il diritto internazionale. All’incontro, tra gli altri, oltre al sindaco Massimo Mezzetti, sarà presente il vescovo Erio Castellucci e il Gran Mufti di Sarajevo, Reis-ul-Ulema, esperto di questioni giuridiche islamiche e massima autorità religiosa in Bosnia-Erzegovina».