Gazzetta di Modena

Il lutto

Addio a Maurizio Montecchi riferimento degli anarchici a Reggio Emilia

Serena Arbizzi
Addio a Maurizio Montecchi riferimento degli anarchici a Reggio Emilia

Aveva 72 anni, era in pensione da anni dopo aver portato avanti la pescheria di famiglia al Broletto

3 MINUTI DI LETTURA





Reggio Emilia La città dice addio a Maurizio Montecchi, esponente di spicco del mondo anarchico, conosciutissimo a Reggio Emilia. Montecchi aveva 72 anni, era in pensione da anni dopo aver portato avanti la pescheria di famiglia al Broletto e, in seguito alla chiusura dell’attività, aveva lavorato nella grande distribuzione. Erano però soprattutto la sua cultura e la sua sensibilità a rendere Montecchi noto e apprezzato in città.

«Papà era in pensione ed era ricoverato a Villa Magnolia - spiega il figlio Alex -. Nella sua vita ha svolto principalmente l’attività di commerciante, prima con la pescheria sotto il Broletto, poi in una grande catena di supermercati». A ricordare Montecchi è anche l’esponente di Sinistra Italiana, Cosimo Pederzoli: «Ho conosciuto Maurizio intorno al 2014. È stato un momento di contaminazione politica che partiva da riflessioni europee come la crisi della Grecia e la rivoluzione in Ucraina, fino ad arrivare al nostro contesto reggiano. Maurizio era una persona colta, sensibile e delicata. Coltivava una solitudine che spesso lo esponeva alla fragilità del quotidiano. Tra una peripezia e l’altra passò un periodo da me. Non era un ospite, era un compagno. Mi raccontava di una Reggio che non avevo mai visto, tra i ricordi famigliari, il lavoro in pescheria e le lotte politiche degli anni ’70. Non era un nostalgico: la sua preoccupazione è sempre stata proiettata verso il futuro. Sul come aggiustare il mondo. Anche quando la salute è venuta meno. Non era nostalgico ma a noi mancherà. Che la terra ti sia lieve Maurizio», conclude Pederzoli. Si definisce un compagno anarchico di Montecchi, Gino Carazzi, che ha condiviso con Maurizio numerosi momenti: «Maurizio era anarchico e lo fu sin da giovanissimo: fu uno dei compagni che, a Reggio Emilia, riprese la tradizione fondando il nuovo circolo anarchico in via Venezia, insieme ad altri esponenti di spicco. Maurizio era sempre impegnato nelle lotte sociali e politiche: era un uomo di vasta cultura. Penso che sia stato uno dei pochi reggiani ad avere studiato bene Marx. Era molto colto, attento a quello che accadeva, un comunista libertario calato profondamente nell’attualità del tempo. Ha attraversato diverse organizzazioni politiche, sempre di stampo anarchico. Fu uno dei partecipanti alla ripresa della Federazione italiana anarchica a Reggio Emilia, fondò l’organizzazione comunista libertaria, a metà degli anni Settanta. Attraversò il movimento del ’77, si laureò in filosofia in quell’anno, a Bologna. Maurizio era un grande sognatore molto legato al presente, una bella testa, un grande studioso». Anche l’avvocato Marco Scarpati esprime dolore per «non poter più sorridere insieme mentre parliamo dei massimi sistemi e del negozio all’angolo... Ciao Mauri». Il funerale di Maurizio Montecchi, curato dalla Croce Verde, si terrà oggi alle 16.30 partendo dalle camere ardenti del Santa Maria Nuova per il cimitero di Coviolo nuovo in attesa di cremazione.  © RIPRODUZIONE RISERVATA