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La denuncia

Cittanova, la rivolta dei residenti: «Viviamo in una frazione fantasma»


	Il nostro viaggio a Cittanova
Il nostro viaggio a Cittanova

La protesta: «Mancano i servizi, gli anziani attraversano a piedi la via Emilia per la spesa»

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MODENA. Sulle strade semideserte si affacciano villette a schiera e le ampie balconate dei complessi residenziali. Dai piani superiori qualcuno solleva una tapparella, guarda giù, poi si ritira nuovamente in casa. Di rado si vedono auto passare, mentre il vento sposta le foglie davanti agli ingressi delle poche attività commerciali rimaste. Il silenzio di Cittanova, durante il giorno, è scalfito solo dal rumore degli operai sui ponteggi. In via Pannunzio stanno costruendo due nuove palazzine.

Un silenzio assordante

La frazione si amplia: sono previste venti famiglie in più, dieci per palazzo. «Cittanova è sempre più una landa desolata. Come in tante zone di Modena stanno edificando – racconta Alice Zoboli, impiegata alla Abax Serramenti – ma a questo aumento della popolazione non corrisponde un miglioramento dei servizi. Qui non c’è nulla: né una farmacia né una bottega alimentare, tanto meno una cartoleria. Noi qui, come attività, ci troviamo bene, perché ci siamo fatti conoscere con una buona campagna di comunicazione in tutta Modena, quindi abbiamo il nostro giro di clienti. Però, per chi vive qui... beh, non c’è nulla. Quando ho comprato casa, avevo guardato alcune offerte anche in questa frazione, ma ho optato per stare più vicina al centro».

Zoboli ci parla dal “polo commerciale” in cui ha sede Abax Serramenti, una palazzina in cui ci sono i tre e unici negozi della frazione, tra cui lo studio tecnico dell’ingegner Giacomo Benassi e il geometra Cristian De Benedittis. «Si respira un senso di abbandono – affermano i due tecnici – è innegabile. Ogni tanto si vedono alcune anziane, senza auto, attraversare la via Emilia a piedi per andare a fare spesa al Grandemilia, e tornare indietro con i carrellini e le borse piene».

I problemi più ricorrenti

«È una frazione abbastanza tranquilla - continua Benassi - anche se alcuni giorni fa qualcuno ha rubato le calotte degli specchietti delle auto. Capita poi che la mattina troviamo dei preservativi usati per terra. Sono tornate le prostitute alla Bruciata, e qui a Cittanova ne paghiamo il conto». «Capita spesso – racconta un altro cittadino – che il sottopassaggio della frazione si allaghi a causa dell’incuria dei canali di scolo, proprio come è successo di recente con le recenti piogge. Un’auto, durante il maltempo, è rimasta anche bloccata in mezzo all’acqua con una persona all’interno. Cittanova è una frazione di Modena con una scuola, una polisportiva, una chiesa, confinante con un autodromo, ed è sempre stata terra di nessuno», conclude il cittadino. 

Anziani e giovani, cosa serve?

Una donna anziana è preoccupata per la chiesa: «È sempre stato il punto di riferimento di questa piccola comunità, ma siamo sempre meno a frequentare la chiesa. La nostra paura è che possa chiudere, e sarebbe il colpo di grazia per questa frazione, che non è peggiorata, è sempre stata così: poca attenzione da Comune, poca cura. Fortunatamente c’è questa nuova ciclabile, la diagonale verde collegata al centro, spero che possa rappresentare davvero una soluzione per una mobilità dolce, senza dover sempre prendere l’auto, come abbiamo fatto fino ad oggi».

E la movida? «A Cittanova non manca – dice ironica la 19enne Alessandra Pagano – qui c’è un locale notturno che fa serata ogni settimana. A volte mi imbatto in alcune persone che, uscite dal locale nel cuore della notte, si avvicinano con parole moleste, e quando capita non mi sento sicura a camminare la notte per queste strade. I giovani che vivono qui non frequentano quel locale, arrivano da fuori. Per me e per i miei coetanei non c’è nulla. L’unico bar aperto è sulla via Emilia e per arrivarci bisogna andare a piedi con i camion che passano a fianco. Manca qualcosa per i giovani».

È dello stesso parere Giovanni Venturini: «Attività commerciali? Ce ne sono poche a Cognento, figuriamoci a Cittanova. Qui non ci provano neanche ad aprire. Questa località è tranquilla... ma fin troppo. Ci vorrebbero un po’ di servizi essenziali», conclude il cittadino.

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