Gazzetta di Modena

Le indagini

La Procura di Modena chiede la perizia psichiatrica per Salim El Koudri

di Stefania Piscitello

	Via Emilia dopo l'attentato di El Koudri
Via Emilia dopo l'attentato di El Koudri

L’avvocato del 31enne, Fausto Gianelli: «Serve per chiarire cosa sia scattato in lui». Intanto migliorano le condizioni del 55enne ricoverato al Maggiore di Bologna: è stato dichiarato fuori pericolo

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MODENA. La Procura di Modena ha chiesto una perizia psichiatrica per Salim El Koudri, il 31enne in carcere con l’accusa di strage e lesioni aggravate per avere travolto i passanti in via Emilia Centro sabato 16 maggio. Ora sarà il gip a valutare se disporre l’accertamento, con incidente probatorio e nomina di un perito.

La richiesta

È un passaggio che entra nel cuore dell’inchiesta coordinata dal procuratore capo Luca Masini e dal sostituto Bombana. Accanto alla ricostruzione della corsa della Citroen C3, dei feriti sull’asfalto e dell’arresto del 31enne, resta la domanda a cui gli investigatori cercano risposta: cosa sia scattato nella sua mente prima di quella traiettoria in pieno centro.

Il gip, nella fase della convalida del fermo, aveva già disposto una valutazione sulle condizioni psichiche dell’indagato da parte dell’amministrazione penitenziaria, con eventuale trasferimento in reparti specializzati. Nello stesso provvedimento era stato evidenziato che in quel momento non erano ancora emersi elementi sufficienti per sostenere che avesse agito in stato di incapacità di intendere e di volere. Ora la Procura chiede un accertamento più specifico, da svolgere nell’immediatezza dei fatti, per valutare quale fosse lo stato mentale di El Koudri al momento dell’investimento.

Il 31enne aveva avuto in passato contatti con il Centro di salute mentale, dove si era presentato spontaneamente. Gli era stato diagnosticato un disturbo schizoide della personalità e gli erano stati prescritti farmaci, poi interrotti. Un percorso ricostruito anche attraverso la documentazione medica acquisita.
In parallelo proseguono gli altri accertamenti, a partire dall’analisi dei dispositivi elettronici sequestrati nella casa di Ravarino. Secondo quanto emerso, El Koudri avrebbe effettuato ricerche su attentati avvenuti in Europa ma, al momento, non risulterebbero collegamenti con gruppi organizzati o legati al terrorismo islamico. Le indagini, lo ricordiamo, sono condotte da Squadra mobile – guidata da Mario Paternoster – e Digos, che stanno ricostruendo nel dettaglio il profilo dell’uomo e le circostanze che hanno portato all’episodio.

L’avvocato

La richiesta della procura viene accolta positivamente dall’avvocato Fausto Gianelli, difensore del 31enne, che fin dall’inizio aveva sollecitato un accertamento psichiatrico. Il legale chiarisce che non si tratta di sottrarre El Koudri al giudizio, ma di capire in quali condizioni fosse quando ha compiuto il gesto. «A questo punto – commenta Gianelli – si va nella giusta e doverosa direzione dell’accertamento sulle effettive condizioni psichiatriche di El Koudri, alla luce anche del suo pregresso percorso al Centro di salute mentale, per capire quanto questo possa avere influito e se possa avere determinato una condizione di incapacità di intendere e di volere, totale, parziale oppure minima. Questo lo vedrà il perito. Siamo estremamente soddisfatti, perché non significa andare incontro alle esigenze della difesa, ma alle esigenze della giustizia: spiegare le ragioni del gesto di El Koudri».

I feriti

Intanto arriva una notizia positiva dagli ospedali in cui restano ricoverati i tre feriti più gravi: il 55enne di Nonantola ricoverato al Maggiore di Bologna è stato dichiarato fuori pericolo. Restano gravi le condizioni della moglie, anche lei al Maggiore, e la 53enne polacca ricoverata all'ospedale di Baggiovara.

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