Reggio Emilia, caccia ai "furbetti" della Ztl: controlli sui pass auto dei residenti che hanno traslocato
Reggio Emilia «Quando ho restituito il mio permesso per l’accesso in auto alla Ztl del centro, ho avuto l’impressione che gli addetti dell’ufficio avessero appena visto un marziano». Chi parla è una cittadina di Reggio che, dopo aver vissuto tanti anni in centro storico, al momento di trasferirsi ha pensato fosse naturale comunicare all’Ufficio permessi di non aver più bisogno del pass per la sua auto. Il guaio è che il suo gesto non dev’essere stato considerato come normale dagli impiegati comunali, dal momento che in questi ultimi anni sarebbero davvero pochi i reggiani che, pur avendo lasciato il centro storico e avendo preso la residenza altrove, hanno restituito il tagliando da esporre sul vetro dell’auto in modo da avere libero accesso al centro storico. Se la cittadina in questione ha avuto l’impressione che la vedessero come la classica “mosca bianca”, evidentemente c’è del vero.
E la conferma arriva – sia pure in via informale – anche dagli stessi uffici comunali che proprio in queste settimane stanno riorganizzando tutto il sistema delle autorizzazioni che consentono di passare dai varchi d’accesso al centro storico, avendone diritto e quindi senza incorrere nelle multe previste per le auto che vengono “fotografate” dalle telecamere. Il fenomeno di chi si tiene stretto il permesso per girare con l’auto in centro anche se in centro non vi vive più e nemmeno più vi lavora avrebbe – è quanto sta emergendo proprio dalle verifiche del Comune – dimensioni rilevanti e sì, la signora e gli altri reggiani che, lasciando il centro storico, decidono di rinunciare anche al lasciapassare per l’auto sono, rispetto ai primi, una esigua minoranza. Già perché in assenza di quelle verifiche che sono in corso a tappeto in queste settimane, al titolare del permesso basta rinnovarlo, pagando la quota annua, avendo così modo di passare indenne sotto le telecamere. Ora, nelle settimane in cui il Comune ha impresso una svolta importante nella gestione della sosta in città, avocando a sè tutta la partita, risulta quantomai appropriata la ricognizione che è in corto e che potrebbe portare a bloccare le scorribande di quelli che potremmo chiamare i furbetti del permesso. Soprattutto se, dai terminali del Comune risulta che il signor X ha da tempo traslocato, cambiando residenza e di conseguenza, non ha più titolo per circolare in auto con il permesso dei residenti sul vetro. Invero, la ricognizione avviata dal Comune serve anche ad aggiornare il necessario censimento delle auto ammesse al transito e alla sosta in centro storico. E questo, alla luce del varo definitivo del Pums (il Piano urbano della mobilità sostenibile) ora che ha al proprio interno il “braccio armato” di Act chiamata a riempire la scatola della società in house per la gestione della sosta in città. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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