Gazzetta di Modena

La testimonianza

La denuncia di un 90enne: «Io, scippato della catenina: chiedo sicurezza per il Gattaglio»

Lorenzo Chierici
La denuncia di un 90enne: «Io, scippato della catenina: chiedo sicurezza per il Gattaglio»

Reggio Emilia: Roberto Della Noce è stato aggredito da due giovani mentre stava rientrando a casa

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Reggio Emilia Roberto Della Noce, 90 anni, residente al Gattaglio dal 2007, è stato aggredito e derubato della catenina che portava al collo, mentre rientrava verso casa. Lo scippo è avvenuto in via Beretti, alle 18 di una domenica 30 maggio al pomeriggio, nel tratto che conduce verso il Gattaglio. «Stavo facendo la mia solita passeggiata – racconta il pensionato –. Parto dal numero civico 15 di via Beretti e arrivo fino alla passerella del Gattaglio. Mentre stavo tornando a casa, una ventina di metri prima del Forno Moderno, ho sentito una mano che mi ha piegato il capo in avanti e un’altra che si è infilata dietro la schiena e mi ha strappato la catenina».

 



Tutto si è consumato in pochi secondi: «Quando mi sono girato ho visto due giovani che stavano già scappando: si sono infilati in via Sirotti. Ho iniziato a urlare, ma in quel momento non passava nessuno e nessuno è intervenuto. A quel punto sono arrivato fino in fondo alla via, al bar Gatto Azzurro, dove c’era molta gente, ma nessuno si era accorto di nulla, pur essendo a un centinaio di metri da dov’era appena accaduto il fatto. Ero molto spaventato e appena sono arrivato al bar ho chiesto di bere un bicchiere d’acqua per tranquillizzarmi e ho raccontato l’accaduto. Poi sono tornato a casa lentamente».

Per fortuna l’aggressione non ha avuto conseguenze fisiche: «La catenina era sottile, a maglie larghe e per fortuna si è spezzata subito, quindi non ho sentito dolore». Il danno economico passa in secondo piano rispetto al valore affettivo: «Alla catenina era appeso uno scarabeo d’oro che avevo comprato molti anni fa durante un viaggio in Egitto. Era un ricordo a cui tenevo molto». Un secondo ciondolo, invece, si è salvato. «C’era anche un Cristo Redentore del Brasile in oro bianco. Quando mi hanno strappato la catenina è rimasto impigliato nella maglietta e l’ho ritrovato la sera, quando l’ho tolta per andare a dormire». Vedovo dal 1999, Della Noce vive da solo ed è seguito con grande attenzione dalla figlia Cinzia, che non abita con lui. Nonostante l’accaduto, ha deciso di non sporgere denuncia. «Avrei dovuto coinvolgere mia figlia, che è sempre molto impegnata. Dal momento che non ho riportato ferite, ho deciso di lasciar perdere».

 

Resta la preoccupazione per una situazione che, secondo il pensionato, non sarebbe isolata. «Nel quartiere sono già successi altri episodi simili. Ho letto sul giornale di un uomo di 58 anni che ha subito un furto con modalità analoghe, pochi giorni dopo il mio episodio, sempre nello stesso tratto e in pieno giorno. Spero quindi che le forze dell’ordine possano dare un’occhiata alla nostra situazione e aumentare i controlli». A distanza di settimane, più che il valore dell’oro rubato, a pesare è il senso di vulnerabilità lasciato dall’accaduto. «Quello che mi è rimasto addosso – conclude il novantenne – è soprattutto lo spavento. Mi auguro che tali situazioni vengano arginate al più presto per permettere anche a noi anziani, a volte indifesi, di poter passeggiare liberamente per il nostro quartiere, che è sempre stato molto tranquillo, senza il timore di essere aggrediti». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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