Terremoto in Venezuela, l’infermiera reggiana Nicole Pellegrini è partita per il Sudamerica: «Tutti i colleghi la sostengono»
Reggio Emilia, fa parte del team italiano di soccorso diretto nell’area colpita dal sisma
Reggio Emilia Se l’infermiera reggiana Nicole Pellegrini è potuta decollare con il team italiano di soccorso diretto in Venezuela, nell’area colpita dal sisma che ha provocato oltre 1400 morti e 50mila dispersi, è anche perché le sue colleghe e i suoi colleghi del Dipartimento di Emergenza Urgenza dell’Ausl di Reggio Emilia hanno scelto di farsi carico della sua assenza. Lo hanno fatto in un momento tutt’altro che semplice: organici ridotti, ferie estive già programmate e turni da coprire. Eppure hanno detto sì.
È proprio da questo gesto che parte il messaggio del presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Reggio Emilia, Stefano Colognese, che accanto all’orgoglio per la missione di Pellegrini ha voluto accendere i riflettori anche su chi è rimasto. «Accanto al riconoscimento rivolto a Nicole Pellegrini - sottolinea - desideriamo esprimere un ringraziamento altrettanto forte e sincero a tutte le colleghe e a tutti i colleghi del Dipartimento di Emergenza Urgenza che, in questo momento particolarmente complesso, caratterizzato da carenza di organici, periodo estivo, ferie programmate e turni già gravosi, si sono resi disponibili a coprire la sua assenza». Per Colognese è proprio questo il volto più autentico della professione infermieristica. «La loro disponibilità rappresenta un gesto di grande responsabilità, partecipazione e solidarietà professionale. In un contesto lavorativo difficile e faticoso, scegliere di sostenere una collega impegnata in una missione di alto valore umanitario significa dare concreta testimonianza di appartenenza, collaborazione e spirito di squadra».
Nicole Pellegrini, infermiera del Dipartimento di Emergenza Urgenza dell’Azienda Usl di Reggio Emilia, fa parte del team multidisciplinare italiano inviato in Venezuela dopo il violento terremoto che ha devastato il Paese. La missione, coordinata dal Dipartimento nazionale della Protezione civile insieme al Ministero degli Esteri e ai Vigili del fuoco, coinvolge 97 operatori tra sanitari, soccorritori e funzionari dell’Unità di crisi della Farnesina. La squadra Usar dell’Emilia-Romagna opererà nell’area di Puerto Pueblo, dove vive una numerosa comunità italiana.
Per il presidente dell’Ordine, la partenza di Pellegrini rappresenta «un momento di grande significato per tutta la comunità professionale infermieristica reggiana». In lei, spiega, si riconoscono «i valori più autentici della professione: preparazione, responsabilità, coraggio, umanità, spirito di servizio e disponibilità verso gli altri». Ma il valore di questa esperienza non riguarda soltanto chi sale su un aereo per raggiungere uno scenario di emergenza. «È anche grazie a questo senso di comunità professionale che una missione come quella di Nicole può diventare possibile. Dietro ogni infermiere che parte per portare aiuto lontano, ci sono colleghe e colleghi che restano, continuano a garantire assistenza, si fanno carico dei bisogni dei cittadini e permettono al sistema di reggere anche nei momenti più impegnativi».
Parole che restituiscono il significato di una professione che si misura ogni giorno nella quotidianità degli ospedali, ma che sa essere presente anche dove il bisogno diventa emergenza. «Gli infermieri - conclude Colognese - dimostrano ancora una volta di essere una risorsa essenziale per la sanità, per la protezione civile e per l’assistenza nelle situazioni più estreme». L’augurio dell’Ordine accompagna l’infermiera reggiana verso una missione che sarà insieme professionale e umana. Ma un grazie altrettanto forte va anche a chi, senza partire, ha scelto di rendere possibile quel viaggio. l© RIPRODUZIONE RISERVATA
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