Gazzetta di Modena

Il caso

Vezzano come Punta Marina, i pavoni invadono la statale 63

Domenico Amidati
Vezzano come Punta Marina, i pavoni invadono la statale 63

Gli esemplari, provenienti dal vicino Parco Pineta, si avvicinano alla strada, diventando un pericolo per gli automobilisti

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Vezzano Prima era il paese degli asini. Lunghe file di questi simpatici quadrupedi percorrevano il paese trasportando il gesso alle fornaci. Poi venne il tempo dell’orso: negli anni Settanta e Ottanta un grosso esemplare era l’attrazione principale per i tanti visitatori del Parco Pineta, custodito in una grande gabbia di ferro (oggi sarebbe impensabile). Da anni, nello stesso parco, vive una numerosa colonia di grossi e colorati uccelli: i pavoni. Sono stanziali, custoditi e foraggiati, e vivono all’interno della pineta in una vasta area completamente recintata. Si parla di una cinquantina di esemplari.

Da qualche giorno sono saliti alla ribalta perché vengono avvistati sempre più spesso sulla vicina strada statale 63. Qui, però, sono in pericolo a causa dell'intenso traffico automobilistico e, allo stesso tempo, possono rappresentare un grave rischio per la circolazione. Hanno infatti l’abitudine di sostare sull’asfalto o di attraversare improvvisamente la carreggiata, mettendo a rischio non solo la propria incolumità, ma anche quella di automobilisti e motociclisti. In quel tratto la statale è tutta in curva e gli animali spesso compaiono all’ultimo.

È di qualche giorno fa una lunga coda provocata da una decina di questi bellissimi e grandi pennuti: un autobus di Seta procedeva dietro alla loro “processione”, mentre i pavoni, incuranti del frastuono dei clacson, avanzavano “pavoneggiandosi” più che mai. Hanno trovato un pertugio nella rete metallica e ormai nessuno li ferma più. La situazione crea disagio e rappresenta un pericolo

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