Gazzetta di Modena

Il caso

Reggio Emilia, in tre lo assalgono al bar per rapinarlo dell’orologio da 280mila euro: 79enne resta ferito

Ambra Prati
Reggio Emilia, in tre lo assalgono al bar per rapinarlo dell’orologio da 280mila euro: 79enne resta ferito

E’ successo in via Emilia all’Angelo. Tre giovani poi fuggiti in monopattino hanno assalito Aldo Ruffini e gli hanno portato via un Audemars Piguet in oro

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Reggio Emilia «Ero seduto tranquillamente nella distesa del bar quando degli sconosciuti mi hanno abbracciato e immobilizzato da dietro, fatto cadere a terra e scorticato il braccio sinistro finché non sono riusciti a strappare l’Audemars Piquet che portavo al polso». A parlare è Aldo Ruffini, 79 anni, agente di commercio noto alle cronache, che nella serata di lunedì scorso è stato vittima di una violenta rapina messa in atto da tre giovani sconosciuti.

Il luogo dell’agguato è stato il bar trattoria “Silvano” di via Emilia all’Angelo, gestito dalla compagna dell’uomo. Dopo aver cenato insieme a lei, alle 22.30 il reggiano era seduto all’ultimo tavolino all’esterno del locale. «Ero seduto e stavo chiacchierando con alcuni clienti abituali – racconta l’interessato – Davo le spalle alla strada e guardavo verso la vetrina, dove la mia compagna lavorava dietro al bancone. All’improvviso mi sono sentito abbracciare da dietro e bloccare entrambe le braccia, poi una tale pressione che la sedia di plastica pareva si spaccasse. Sono caduto in avanti, ma quei tre continuavano a tirare». Al braccio sinistro l’agente di commercio indossava un Audemars Piguet in oro rosa modello “Rainbow” (arcobaleno) per i colori del quadrante, pieno di brillanti, dal costo al pubblico di 280mila euro. «L’orologio non si staccava. A differenza del Rolex, questa marca di alta gamma ha un sistema di sicurezza aggiuntivo, una vite di metallo, che rende arduo perderlo. Si vede che i malviventi non lo sapevano perché hanno continuato a tirare, lesionandomi metà pelle: solo quando il cinturino ha ceduto i rapinatori mi hanno mollato. A quel punto hanno girato l’angolo del palazzo e sono scappati verso via Puccini, dove li attendevano tre monopattini».

Il tutto è accaduto davanti agli occhi di testimoni e sotto la telecamera condominiale, puntata proprio su quel punto della distesa. Ripresosi dalla sorpresa, il 79enne ha ricostruito l’accaduto visionando le immagini di videosorveglianza. «Dal video si vedono questi ragazzi, giovani, forse magrebini, in attesa dall’altra parte della via Emilia: aspettavano che ci fosse poca gente. Poi hanno attraversato la via Emilia in fila indiana, calandosi qualcosa sul volto, non è chiaro se un passamontagna o una calza». Tuttavia i malviventi hanno commesso più di un errore. «Nella colluttazione un bandito ha perso una ciabatta, che ho consegnato alla polizia quando ho sporto denuncia: mi hanno detto che è una prova importante perché si può estrarre il Dna, così come stanno controllando le targhe dei monopattini».

Il reggiano è andato a farsi medicare; il referto parla di cinque giorni di prognosi. «Il braccio sanguina ancora sotto la fasciatura. Per fortuna l’osso non si è rotto e non fa male». «Spero che le forze dell’ordine trovino i responsabili – conclude Aldo Ruffini – Quando si scoprirà chi sono, saranno puniti con la massima severità». Il 79enne non si scoraggia e tira fuori la grinta. «Ne ho passate tante, supererò anche questa. Io non mollo mai. Non a caso mi chiamano Leggenda». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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