Fine vita, l’Emilia-Romagna approva la legge sul suicidio medicalmente assistito. I quattro criteri che servono
La normativa è stata elaborata sulla sentenza della Consulta su quella toscana
Bologna L’Emilia-Romagna si avvia a diventare la terza Regione italiana con una legge sul suicidio medicalmente assistito. Lo ha deciso, ieri sera, l’Assemblea legislativa che ha approvato il testo dopo una discussione fiume che ha visto contrapporsi il centrosinistra alla minoranza. Il testo è passato in Aula con i voti di Pd, Avs, Civici e Movimento 5 Stelle; contrari FdI, Forza Italia, Rete civica e Lega. Ma se qualcuno si aspettava liti od ostruzionismo, nel parlamentino regionale, non è andata per niente in questo modo. Anzi. Il confronto tra i consiglieri è stato forse tra i più sobri, seri e civili che si ricordino.
Le legge
La legge sul fine vita dell’Emilia-Romagna è stata studiata da un pool di giuristi per collocarsi pienamente all’interno del quadro definito, lo scorso anno, dalla sentenza 204 della Corte costituzionale sulla legge toscana. Una sentenza che riconosce la potestà delle Regioni a “intervenire sul piano organizzativo e procedurale nell’ambito della tutela della salute” e prevede che, entro dieci giorni dall’approvazione della legge, la giunta regionale emani un nuovo atto amministrativo.
Rispetto alla delibera della giunta di Viale Aldo Moro del 2024, già in vigore in Emilia-Romagna, la legge conferma il ruolo del Corec, il comitato regionale, e quello delle CoVam, le commissioni di area vasta. Entrambi gli organismi hanno il compito di accertare i requisiti clinici e personali dei pazienti che richiedono l’accesso al suicidio medicalmente assistito e dovranno esprimere il loro parere. Avrà voce in capitolo anche il medico di base del paziente e la nuova norma introduce anche la figura professionale dell’infermiere all’interno delle commissioni di Valutazione Multidisciplinari di Area Vasta (CoVam).
I requisiti
I requisiti clinici e medici previsti per accedere al suicidio medicalmente assistito ricalcano fedelmente le condizioni stabilite dalla Corte Costituzionale fin dal caso Cappato-Dj Fabo. Il paziente deve soddisfare i seguenti quattro criteri, accertati dalle apposite commissioni mediche: il primo riguarda i trattamenti di sostegno vitale: deve essere tenuto in vita da presidi o terapie mediche senza le quali sopraggiungerebbe la morte; il secondo requisito è la presenza di una patologia irreversibile: la persona deve essere affetta da una malattia o condizione clinica per la quale non esistono opzioni di guarigione o miglioramento, almeno secondo la scienza medica; il terzo è relativo al manifestarsi di sofferenze intollerabili fisiche o psicologiche, che il malato stesso reputa del tutto insostenibili e non più tollerabili; infine, il quarto criterio è la capacità decisionale: il paziente deve essere pienamente capace di intendere e di volere, esprimendo un proposito che si sia formato in modo autonomo, libero e consapevole.
La valutazione clinica spetta dunque alle CoVam, istituite a supporto del Servizio sanitario regionale. Si tratta di équipe mediche composte da figure specialistiche specifiche: un medico palliativista; un anestesista rianimatore; un medico legale e psichiatra; uno specialista della patologia specifica del paziente e un farmacologo, più personale infermieristico. Il Corec interviene subito dopo la CoVam. Il suo ruolo principale è quello di valutare l’istanza dal punto di vista bioetico, garantendo che la volontà del malato sia libera e che la procedura rispetti la dignità della persona. È composto da esperti in bioetica, clinici, giuristi e rappresentanti delle professioni sanitarie. Ultima prescrizione della legge, ma non in fatto di importanza, il divieto di procedere con il suicidio assistito se prima non viene offerta un’alternativa concreta al dolore. La CoVam, infatti, ha l’obbligo di verificare che il paziente sia stato pienamente informato della possibilità di accedere alla rete di cure palliative e alla sedazione profonda continua. © RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
