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Salute

Curare l’anoressia: a Modena le ragazze riscoprono il cibo e la vita negli orti degli anziani


	Le ragazze con anoressia agli orti degli anziani
Le ragazze con anoressia agli orti degli anziani

Nel 2025 oltre 300 giovani seguiti dall’Ausl per disturbi alimentari. Il progetto “Nutrimenti” unisce la terapia clinica all'attività con i volontari del Centro San Faustino: tra terra e uncinetto, il cibo torna a essere fonte di vita e condivisione

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MODENA. Per Ivanna le ragazze che arrivano dal Centro disturbi del comportamento alimentare di via Newton sono come le sue nipoti. «All’inizio avevo paura di dire le parole sbagliate, poi mi sono inventata tante attività negli orti e vedo che hanno voglia di stare qua». La signora Ivanna è una delle volontarie del Centro sociale orti e anziani San Faustino di Modena che collabora con l’Azienda Usl nel programma terapeutico per le ragazze e i ragazzi affetti da disturbi del comportamento alimentare: anoressia nervosa, bulimia, sempre più spesso associati a depressione, ansia, autolesionismo. Il progetto “Nutrimenti” è nato lo scorso anno da questa collaborazione virtuosa tra l’Ausl e il Centro sociale che conta ben 300 orti.

Com’è strutturata l’attività negli orti e perché è importante

Una volta alla settimana le ragazze percorrono via Newton fino alla struttura ricreativa accompagnate degli operatori sanitari e svolgono un’attività con le signore volontarie: in inverno si realizzano borse con l’uncinetto, acquerelli e decupage, in primavera si aggiunge l’attività all’aperto con semina di piante e ortaggi che si è conclusa con l’arrivo dell’estate. Arrivano in gruppi di tre o quattro, ragazze per lo più minorenni, camminano una accanto all’altra, osservano Ivanna travasare le piante nella terra e ascoltano le sue indicazioni. Poi si chinano sull’orto e iniziano a lavorare. «È un’attività ad altissima valenza terapeutica ed è per questo che è inserita a pieno titolo nel percorso di cura», spiega la dottoressa Roberta Covezzi, responsabile del percorso diagnostico terapeutico e assistenziale per i disturbi del comportamento alimentare dell’Azienda Usl. «La vicinanza e presenza di persone molto più grandi permette alle ragazze di ridefinire il concetto di cibo, non più visto solo come nemico ma come alimento, come condivisione, come fonte di vita».

Disturbi alimentari: 302 ragazzi e ragazze seguiti nel 2025

Dopo il significativo aumento di casi negli anni della pandemia di Covid-19, dal 2023 si assiste ad una stabilizzazione degli accessi al percorso che nel 2025 (tra nuovi accessi e pazienti già seguiti) ha seguito 302 ragazzi e ragazze, con una netta prevalenza femminile. La maggior parte di loro ha un’età compresa tra 18 e 30 anni, ma sono tanti anche gli adolescenti tra i 12 e 17 anni. Se da un lato la richiesta è stabile si registra però un aumento di casi gravi con la concomitanza di altre patologie psichiatriche: nel 2025 si è confermato l’aumento, evidenziato già nel 2024, di ragazze con anoressia nervosa severa anche in concomitanza con autolesionismo, depressione e disturbo borderline di personalità. Il percorso, diretto dalla dottoressa Covezzi, prevede quattro livelli di assistenza e cura.

  • Il primo è la valutazione dei medici di medicina generale o pediatri che inviano la persona in uno degli ambulatori specialistici dell’Ausl (Modena, Mirandola e Sassuolo) dove lavorano team multidisciplinari di professionisti.
  • Il terzo livello è una terapia ambulatoriale intensiva con la riabilitazione psico-nutrizionale nel Centro diurno di Modena.
  • Nei casi più gravi il team di professionisti sanitari attiva il quarto livello di cura, il ricovero ospedaliero in strutture della Provincia o della Regione previste dal Pdta.

A Modena il reparto di riferimento per il trattamento di pazienti con instabilità clinica e grave compromissione organica è rappresentato dall’Unità operativa complessa di Medicina Interna ad Indirizzo Metabolico Nutrizionale dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Modena diretta dal professor Paolo Ventura, dove la gestione complessa dei pazienti è affidata ad una equipe multidisciplinare esperta, coordinata dalla dottoressa Elisa Pellegrini.

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