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«Dopo i lavori Pnrr non riesco più a vivere in casa mia»: il caso di un’82enne negli alloggi Acer di Reggio Emilia

Alice Tintorri
«Dopo i lavori Pnrr non riesco più a vivere in casa mia»: il caso di un’82enne negli alloggi Acer di Reggio Emilia

La richiesta d’aiuto di Annamaria Parisi dopo gli interventi realizzati per gli anziani. Da mesi è costretta a lavarsi con l’acqua del lavandino: la doccia è inaccessibile

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Reggio Emilia Annamaria Parisi abita dal 2001 in un appartamento Acer al civico 8 di via Cagliari. Le sue origini sono a Roma, ma la sua vita da mezzo secolo è qui, a Reggio Emilia dove ora, a 82 anni appena compiuti, vive da sola. Si muove con il deambulatore e, racconta, la salute ha iniziato a vacillare. In casa sua, però, si è sempre sentita bene: «Non ci sono mai stati problemi: è andato sempre tutto liscio» racconta. Fino a quando non sono iniziati i lavori. Da allora, nella casa in cui abita da sempre, non è più capace di vivere.

Il 22 aprile scorso, il Comune e Acer annunciano la fine degli interventi finanziati dal Pnrr su 83 alloggi di edilizia popolare residenziale per anziani non autosufficienti. Lavori di riqualificazione, che avrebbero dovuto installare servizi di tecnologia innovativa e abbattere le barriere architettoniche. Tra gli appartamenti interessati, c’è anche quello della signora Parisi. Nel suo caso, i lavori riguardano in particolare il bagno. «Una delle prime volte che ho incontrato chi avrebbe dovuto lavorare in casa mia, ho spiegato che per me, qui, non c’era alcun problema: nel mio appartamento non c’era bisogno di alcun lavoro, perché di quelli necessari me ne ero già fatta carico io». Eppure la macchina, sospinta dal programma di finanziamenti del Pnrr Anziani, non si ferma. Al tempo, ricorda Annamaria «mi diedero una risposta che mi umiliò profondamente: “Non devi pagare niente, quindi, non ti deve interessare” mi dissero. Ma io, in questa casa che ora non riconosco più, ci abito da più di vent’anni».

Quella prima risposta che ferisce Annamaria diventa per lei un presagio. Durante i lavori, nel suo piccolo appartamento, è costretta a rimanere in salotto, l’unica stanza dell’abitazione in cui ad oggi è presente il condizionatore. Quando a fine aprile le restituiscono una casa che sarebbe dovuta essere «priva di barriere architettoniche, facile da vivere e capace di migliorare la qualità della vita degli anziani», si accorge che in quella stessa casa non è più capace di fare nulla. In primis di lavarsi. «La doccia è un disastro – racconta –. Da quando non c’è più la mia, la signora che mi aiuta è costretta a lavarmi con l’acqua del lavandino. Hanno messo dei pannelli di plastica, con un gradino che per me è impossibile da superare. Questa cosa ha avuto un riflesso terribile sul mio umore». Sola, a 82 anni, in una casa che non riconosce più Annamaria Parisi racconta «di piangere tutto il giorno. È stato il mio medico a dirmi che non posso continuare così. Queste nuove difficoltà mi hanno distrutta. Mi sento sola e incapace di fare qualsiasi cosa».

A questa situazione già di per sé penosa si aggiunge un ulteriore problema. Nel corridoio dell’appartamento è stata inserita una fotocellula per attivare automaticamente la luce. Insieme ad Annamaria, però, vive anche un cagnolino che, camminando avanti e indietro per la casa di giorno e di notte, senza volerlo, illumina il corridoio ogni volta che passa. «Ho chiesto aiuto in tutti modi, ma nessuno mi ha mai risposto, né proposto soluzioni – conclude Annamaria Parisi –. Rivoglio la mia casa come prima, anche se ormai sto perdendo le speranze». Acer, da parte sua, rassicura: «Siamo nella fase di collaudo. Per ogni intervento del programma Pnrr Anziani, il collaudatore si recherà sul posto per verificare che i lavori siano stati condotti correttamente dalla ditta incaricata. Nel caso vengano rilevate delle difformità, il collaudatore richiederà alla ditta di intervenire per sanare i lavori».

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