Morto Pippo Marchioro, ha fatto la storia della Reggiana
L’allenatore milanese aveva 90 anni e si è spento a Cesena, dove viveva a casa della figlia. Ha portato la società granata dalla serie C alla storica promozione in serie A nella stagione 1992/93 e conquistato l’unica salvezza nella massima serie
Reggio Emilia Il mondo del calcio e, soprattutto, i tifosi della Reggiana piangono Pippo Marchioro, morto a 90 anni. L’allenatore milanese, che negli ultimi anni viveva a Cesena, a casa della figlia Letizia, ha fatto la storia della Reggiana, portandola dalla serie C alla serie A, conquistando la prima, storica promozione nella massima serie (1992/93) e conquistando anche l’unica salvezza, il 1° maggio 1994 a Milano, grazie all’indimenticabile gol di Massimiliano Esposito. Il nome di Giuseppe Marchioro è legato anche al Cesena più forte di tutti i tempi, che nel 1975-76 arrivò sesto in Serie A e si qualificò in Coppa Uefa,
Marchioro alla Reggiana era arrivato nel 1988: la nuova dirigenza granata nutre, dopo anni di delusioni, l’ambizione di ritornare nel campionato cadetto: pertanto decide di affidarsi a un allenatore esperto della categoria, come Giuseppe Marchioro per tutti "Pippo". Tra la Reggiana, Reggio Emilia e il mister è subito amore: un feeling naturale con società e tifosi che lo ergono a simbolo del più grande ciclo della storia ultracentenaria dei granata.
Sei indimenticabili stagioni che hanno portato la Reggiana dall’inferno della serie C al paradiso della serie A, rincorsa per ben 74 anni, dopo un campionato trionfale, quello della stagione 1992/93, e una storica promozione ottenuta con ben quattro giornate d’anticipo. Una parabola sportiva che raggiunge l’apice in quel caldo primo maggio 1994: davanti a diecimila tifosi granata che assiepano la curva nord dello stadio “Giuseppe Meazza”, la Reggiana di Pippo Marchioro batte il Milan a San Siro con un gol di Max Esposito e ottiene la salvezza, anche quella storica poiché è l'unica ottenuta finora nella massima serie.
È l’apoteosi per Marchioro, che viene portato in trionfo sotto i tifosi festanti e increduli per quanto appena accaduto. La stagione 1994/95, sempre in serie A, è quella dell’esonero dopo otto partite e un solo punto conquistato: un finale che non può certo cancellare quanto costruito negli anni precedenti. Spesso si dice che non contino solo le vittorie, ma la capacità di entrare nel cuore della gente: Pippo Marchioro è riuscito a realizzare entrambe, legando il suo nome alla storia della Reggiana.
Nato a Milano il 13 marzo del 1936, è cresciuto calcisticamente nelle giovanili del Milan senza mai esordire in prima squadra. La sua carriera da calciatore non è di quelle da ricordare: il punto più alto resta il gol segnato nella finale di coppa Italia di serie B con la maglia del Catanzaro nella stagione 1965-66. Ben diversa la carriera di allenatore. Nella stagione 1975-76 porta il Cesena a una storica qualificazione alla coppa Uefa. Un traguardo che gli spalanca le porte per approdare sulla panchina del Milan. Ma le cose non vanno benissimo tanto che alla fine del girone d’andata arriva l’esonero da parte della società rossonera. A quel punto deve ripartire dal campionato cadetto e l’opportunità gliela offre il Como. Resta fino alla stagione 1981-82 quando però, per lui, arriva un altro esonero.
Questo non gli vieta di ritrovare la serie A con l’Avellino, ma anche lì le cose non vanno bene e dopo cinque giornate arriva un altro esonero. Marchioro si rimbocca le maniche, riparte dalla serie C con il Barletta e al primo tentativo centra la promozione in serie B. Dopo un’altra stagione in Puglia alla guida del Foggia, per il campionato 1988-89 arriva la chiamata della Reggiana, che milita in serie C. Una chiamata destinata a segnare il suo destino e quello della squadra granata. E al primo colpo arriva la promozione in serie B grazie alle reti di D’Adderio e Rabitti nel match vinto contro il Prato nell’ultima giornata di campionato. Qualche stagione di "assestamento" nel campionato cadetto e il 16 maggio del 1993, grazie alla rete di Paolo Sacchetti nel match del Manuzzi di Cesena terminato 1-1, arriva la promozione in serie A con quattro giornate d’anticipo. Il resto è storia.
I funerali di Marchioro verranno celebrati sabato 8 agosto alle ore 10 alla chiesa di Madonna delle Rose di Cesena.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
