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Attentato di Modena, il fratello di Monica Esposito querela il sindaco Mezzetti


	Il sindaco Massimo Mezzetti e Giovanni Esposito
Il sindaco Massimo Mezzetti e Giovanni Esposito

Giovanni Esposito alle vie legali con Massimo Mezzetti: «Mi ha definito sciacallo, è diffamazione». La replica: «Azione politica, io non l’ho mai detto». Intanto a El Koudri è stata contestata l'aggravante della strage, che prevede l'ergastolo

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MODENA. La strage di via Emilia diventa anche un caso politico. Giovanni Esposito, il fratello di Monica, la 55enne vittima della folle corsa di Salim El Koudri del 16 maggio, ha querelato per diffamazione aggravata (dall’uso dei social) il sindaco Massimo Mezzetti.

La querela di Esposito

«Ho deciso di procedere – spiega Esposito, assistito dall’avvocato Deborah De Cicco – perché ancora oggi dopo mesi pago il peso psicologico e sociale delle sue parole denigratorie pronunciate pubblicamente in Consiglio comunale il 15 giugno, il cui video è stato diffuso a mezzo social, nonché nel videomessaggio social del 26 maggio. Già il dolore per la morte atroce di mia sorella mi ha devastato, a questo si è aggiunto il malessere per le gravi parole del sindaco nei miei confronti, per cui già nel mese di luglio ho dovuto ricorrere allo sostegno di psicologo di Csm e ancora oggi.

A fronte delle mie legittime doglianze verso le istituzioni locali come familiare della vittima, invocando sicurezza, giustizia e verità, sono stato descritto dal sindaco come un familiare manipolatore e sciacallo – testualmente “Giovanni Esposito è in malafede” – accusandomi di strumentalizzare il dolore proprio e altrui».

E poi «in merito ad asseriti contatti da parte sua con mia nipote durante l’ospedalizzazione di mia sorella Monica, Mezzetti ha sindacato pubblicamente sul mio rapporto con i familiari – testualmente “questo la dice lunga sul rapporto di Giovanni Esposito con la famiglia” – e ha rappresentato un’incursione violenta nella mia sfera intima e familiare ledendo la mia reputazione».

«Le gravi dichiarazioni – prosegue – sono state pronunciate dal sindaco in un momento di grave lutto per me e utilizzando, per fini personali e fuori dal perimetro istituzionale, lo scranno più alto del Consiglio». Conclude: «Ribadisco che ancora oggi la famiglia Esposito, me mia madre e i miei fratelli, non ha ricevuto un gesto di supporto e di vicinanza dalle istituzioni, sindaco compreso».

Il sindaco replica

«Per rispetto del marito e dei figli di Monica Esposito non entro nel merito delle dichiarazioni di Giovanni Esposito, che ritengo prive di fondamento giuridico» replica Mezzetti. «Non l’ho mai definito “sciacallo”, come si può constatare anche andando a rivedere i video sui miei canali social, e affermarlo dimostra come questa iniziativa abbia più il sapore della polemica politica che di un’azione legale fondata. Continueremo, come abbiamo sempre fatto in questi mesi, ad essere vicini alla famiglia attraverso tutti gli strumenti che il nostro Comune ha messo e metterà in campo per dare sostegno concreto».

Aggravante di strage

Intanto la Procura, ricevuto formalmente il referto del medico legale che attesta come la morte di Monica Esposito sia stata dovuta all’investimento, tramite la polizia di Stato ha notificato in carcere a El Koudri un’ulteriore ordinanza di custodia, contestandogli nel reato di strage l’aggravante della morte di una persona. Se condannato, l’unica pena prevista è l’ergastolo. «Era inevitabile che fosse così – nota l’avvocato difensore Fausto Gianelli – ne prendiamo atto con la consapevolezza di quanto siano fondamentali a questo punto le risultanze della perizia psichiatrica».

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