Gazzetta di Modena

Bandello (Apmo): "Intervento precoce può rallentare progressione miopia"

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Roma, 17 set. (Adnkronos Salute) - “È importante intervenire precocemente con un'adeguata correzione, ad esempio con queste nuove lenti defocus che, è dimostrato, consentono di rallentare e nella migliore delle ipotesi evitare la progressione del difetto miopico. Si può anche intervenire utilizzando dei colliri a bassissima concentrazione di atropina che hanno anch’essi dimostrato una loro efficacia. La combinazione di queste due soluzioni può garantire una minore probabilità di assistere alla progressione del difetto miopico. Prima si arriva alla diagnosi, meglio è, perché più efficaci sono queste misure preventive”. Così Francesco Bandello, professore di Oftalmologia e direttore dell’unità di Oculistica dell’Irccs San Raffaele di Milano e presidente Apmo - Associazione pazienti malattie oculari, all’incontro con la stampa 'Stop miopia: quando l’innovazione cambia il futuro visivo dei giovani', promosso da Hoya Vision Care a Milano. Durante l’evento sono stati presentati i risultati di un’indagine realizzata da AstraRicerche sulle conoscenze e gli atteggiamenti dei genitori italiani nei confronti della miopia, insieme alle nuove evidenze cliniche relative a Miyosmart iQ, le innovative lenti da vista che rappresentano un’importante evoluzione nel controllo della progressione miopica. “Con il progredire della miopia – aggiunge Bandello – aumenta la probabilità di sviluppare alcune malattie caratteristiche, prevalentemente a carico della retina, come la degenerazione maculare miopica e il distacco di retina. Sono entrambe malattie molto importanti, che possono mettere a rischio l’integrità della funzione visiva e comprometterla anche in maniera definitiva. Un’altra malattia, che non interessa direttamente la retina e che può associarsi con una frequenza relativamente elevata alla miopia, è il glaucoma. Anche questa è una patologia fortemente invalidante, che deve essere diagnosticata per poter essere adeguatamente trattata, evitando i danni che nel tempo possono determinarsi”. Durante l’incontro si è parlato anche di bambini e ragazzi che con più frequenza si trovano a dover affrontare la miopia. “Bisogna tenere presente che un bambino che non vede bene è un bambino che può avere difficoltà di apprendimento - chiarisce l'esperto - Se il difetto non viene adeguatamente corretto, avrà difficoltà a vedere la lavagna e a svolgere molte attività che richiedono una normale funzione visiva. Anche lo sviluppo psicomotorio può quindi risultare compromesso a causa di una miopia non adeguatamente corretta”. Infine “c’è una stretta correlazione tra la miopia e il rischio di sviluppare malattie oculari - sottolinea Bandello - Si può dire che fino a 4-5 diottrie il rischio è relativamente modesto e la probabilità di sviluppare una malattia è relativamente bassa. Successivamente il rischio sale, parallelamente all’aumento del numero di diottrie di miopia. Si calcola che, per ogni diottria di accrescimento del bulbo oculare e di aumento della miopia che riusciamo a evitare, ci sia una riduzione significativa della probabilità di sviluppare complicanze. Si parla addirittura di una probabilità inferiore del 40% se siamo capaci di ridurre la progressione del difetto miopico”, conclude.

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