Gazzetta di Modena

Caro carburanti

Scatta il tetto ai prezzi dei carburanti, distributori Eni subito presi d’assalto anche a Modena

di Paola Ducci
Scatta il tetto ai prezzi dei carburanti, distributori Eni subito presi d’assalto anche a Modena

Scorte di benzina e gasolio quasi esaurite a fine giornata dopo il via al “price cap”, ma i gestori delle altre compagnie protestano: «Rischiamo di rimetterci»

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MODENA. «Erano le sette e mezza del mattino e già cominciavano le prime auto in coda per fare rifornimento di carburante a prezzo finalmente scontato. Poi il viavai di persone che hanno fatto il pieno è proseguito per tutta la giornata e le scorte sono quasi esaurite». Così racconta Ignazio Bronti, appaltatore del distributore Eni Station di via Giardini, all’angolo con viale Amendola, dopo l’entrata in vigore del “price cap” (limite massimo di prezzo) che la compagnia Eni, azienda a partecipazione statale, ha fissato per i carburanti commercializzati dai distributori Enilive: 2,19 euro al litro per il gasolio e 1,99 euro al litro per la benzina, circa 21 centesimi in meno al litro rispetto ai listini di domenica che assicurano un risparmio di oltre 16 euro per un pieno medio di 80 litri.

Tutti in fila all’Eni

Stessa situazione anche negli altri distributori Eni della città e della provincia, dove l’erogazione di carburante è stata costante per tutta la giornata, arrivando, in alcuni distributori, a esaurire in un solo giorno le scorte. Il price cap deciso da Eni è correlato all’agevolazione fiscale sulle accise in vigore ed è entrato in applicazione a partire da ieri, per una durata iniziale di 30 giorni, con la possibilità di estensione fino alla fine dell’anno, in funzione dell’andamento del mercato e degli approvvigionamenti.

Q8 e IP in arrivo

Ma se le pompe di benzina Eni, prese d’assalto dai modenesi come ci si poteva aspettare, oggi rischiano di non poter erogare carburante se non arriveranno i rifornimenti, i distributori delle altre compagnie petrolifere, sebbene sono concordi nel ritenere che vada messo un tetto all’aumento di carburante , riferiscono di non aver praticamente lavorato per l’intera giornata. «C’era da aspettarselo – riferisce il gestore del distributore Q8 di viale Amendola –. Se ci si aspettava che i prezzi sarebbero calati nell’immediato anche negli altri distributori, questo non è avvenuto. Si diceva che anche Q8 e IP avrebbero abbassato i prezzi, ma per ora non è arrivata nessuna comunicazione al riguardo e oggi (ieri, ndr) non abbiamo praticamente lavorato». La stessa situazione si è verificata anche alle pompe IP. «La compagnia petrolifera aveva annunciato che avrebbe abbassato i prezzi – riferiscono alcuni gestori IP –, ma poi la notizia di oggi è che probabilmente il prezzo verrà forse ridotto gradualmente nei prossimi giorni. Per ora nulla. Se noi decidessimo di abbassare dovremmo rimetterci di tasca nostra. Intanto stamattina le persone che hanno fatto benzina da IP sono dimezzate».

Gli altri

Ma se i distributori Q8 e IP nutrono qualche speranza sulla riduzione di prezzi alla pompa nei prossimi giorni, sono molto avviliti i gestori delle pompe affiliate alle compagnie petrolifere cosiddette minori. «Vogliono scatenare una guerra tra poveri e far morire i piccoli distributori – tuona Domenico Vulcano, titolare del distributore Benza della compagnia petrolifera veneta, di via Respighi –. Già il margine che abbiamo sulla vendita dei carburanti è bassissimo, con questa novità, stamattina, alle pompe, abbiamo registrato il vuoto. Ho chiamato la compagnia per per capire se c’erano margini per abbassare il prezzo del carburante nei prossimi giorni, ma la risposta è stata netta e secca: hanno detto “no”, perché il prezzo di acquisto del greggio è molto alto e non accenna a calare, probabilmente non hanno lo stesso potere di acquisto di Eni. Per fortuna che noi abbiamo l’autolavaggio e offriamo altri servizi nel nostro distributore – aggiunge Vulcano – altrimenti, visto che questo abbassamento di prezzo durerà almeno per un mese, se fosse solo per la distribuzione di carburante saremmo a rischio chiusura».

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