Gazzetta di Modena

14 novembre

Al via il 3° Memorial Arianna Giaroli, incontri ed eventi per ricordare la 13enne morta per un calcio di un cavallo

Serena Arbizzi
Al via il 3° Memorial Arianna Giaroli, incontri ed eventi per ricordare la 13enne morta per un calcio di un cavallo

L’appuntamento, organizzato dai genitori di Arianna con Aido, sarà il 14 novembre, ingresso libero, alla palestra Margherita Hack dalle 14.30

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San Martino in Rio Musica dal vivo a base di canto e performance, cheerleading e cheerdance, partita di pallavolo, un momento di dialogo e riflessione con l’arteterapeuta Sabrina Cecchinelli, il progetto artistico "Umanità illustrata" con il professor Antonio Federico, performance teatrali e, al culmine, il premio Arianna, per l’impegno civico e la cura degli animali. È ricco di un’umanità vibrante, oltre che scandita da tantissimi momenti di sport, solidarietà, testimonianze, arte e divertimento il terzo memorial intitolato ad Arianna Giaroli.

Arianna è morta a 13 anni, nel 2024, in seguito al calcio di un cavallo (si è da poco concluso un procedimento a Reggio con l’archiviazione dell’indagata). I genitori, Federico e Sara, hanno scelto di donare gli organi, trasformando una tragedia nella possibilità di salvare altre vite. L’appuntamento, organizzato dai genitori di Arianna con Aido, nel 50esimo anniversario della sezione locale dell’associazione, sarà il 14 novembre, ingresso libero, alla palestra Margherita Hack dalle 14.30. L’indomani, alla palestra Gallesi, si terrà la partita tra Nazionale pallavolo trapiantati e dializzati e Mondial Trash Carpi. «Quest’iniziativa nasce dai ringraziamenti di Aido per il gesto che abbiamo compiuto - raccontano i genitori della 13enne -. Per ricordare Arianna e fare nascere dal male del bene. Ci siamo resi conto che sulla donazione degli organi non c’è adeguata conoscenza. Tante persone non sono ancora informate adeguatamente e, di conseguenza, ci sono paura e diffidenza. Ci siamo chiesti come poter dare una mano: Arianna era una ragazzina, aveva 13 anni, e può dare un’immagine diversa della donazione stessa».

«Tutto nasce nell’ambito dei contatti con la Nazionale pallavolo trapiantati e dializzati e dell’Aido - raccontano i genitori -. Da quest’anno vogliamo estendere la festa a tutti, non solo a chi si interessa di pallavolo. Ci saranno, infatti, cheerdance, un rumorista, un comico, una sociologa, un artista che donerà una sua creazione. Poi il premio Arianna a chi si è distinto nel volontariato o nella cura degli animali. Il filo conduttore sarà la partita di pallavolo: tra un set e l’altro i ragazzi che hanno ricevuto un trapianto racconteranno la loro storia. Una donazione non permette di salvare soltanto la persona che la riceve, ma anche la famiglia intera. Inizialmente, potrebbe sembrare la firma su un foglio, in realtà da una morte possono nascere tante vite. Chiediamo solo la presenza e di portare un amico. Vogliamo sensibilizzare i giovani e quante più persone possibile». L’obiettivo è riempire gli spalti per divulgare informazioni su un tema così delicato e al tempo stesso importante. L’appuntmento è in collaborazione con: Avis, Admo, Musiké, Mondial-Carpi, Unvy.

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