Blitz dei Nas in un allevamento reggiano: sequestrati 14 bovini, multa da 42mila euro
Reggio Emilia, l’ispezione rientra nei controlli sulla sicurezza alimentare e sulla tracciabilità degli animali
Reggio Emilia Quattordici bovini senza marche auricolari e non registrati nella Banca Dati Nazionale: è quanto hanno scoperto i carabinieri del Nas di Parma durante un controllo in un allevamento della zona pedecollinare reggiana. Gli animali, del valore complessivo di circa 14mila euro, sono stati sottoposti a sequestro amministrativo. Per il titolare dell’attività sono scattate sanzioni per un totale di 42mila euro.
Il controlli
Nell’ambito delle attività di controllo finalizzate alla tutela della sicurezza alimentare e alla verifica del rispetto delle norme in materia di identificazione e tracciabilità degli animali, i carabinieri del N.A.S. di Parma hanno recentemente ispezionato un allevamento bovino situato nella zona pedecollinare reggiana. Nel corso degli accertamenti, i militari hanno rilevato la presenza di 14 capi bovini privi delle previste
marche auricolari e non registrati nella Banca Dati Nazionale (BDN), requisiti indispensabili per garantire l’identificazione e la tracciabilità degli animali lungo l’intera filiera. Le irregolarità riscontrate hanno determinato il sequestro amministrativo dei 14 bovini, per un valore commerciale complessivo stimato in circa 14.000 euro, nonché l’applicazione nei confronti del titolare dell’allevamento di sanzioni amministrative pecuniarie per complessivi 42.000 euro.
Il controllo si inserisce in una più ampia attività di vigilanza che i carabinieri del N.A.S. di Parma stanno conducendo nel settore degli allevamenti, con particolare attenzione al rispetto degli obblighi di identificazione, registrazione e tracciabilità degli animali: elementi fondamentali per la sicurezza alimentare delle filiere legate proprio alla corretta applicazione di tali procedure.
Un episodio simile è stato tra l'altro riscontrato anche in un secondo allevamento bovino situato nell’Appennino modenese, dove i controlli dei carabinieri avevano fatto emergere ulteriori due capi privi delle marche auricolari. Anche in quel caso gli animali, del valore commerciale complessivo di circa 2.000 euro, erano stati sottoposti a sequestro amministrativo, mentre al titolare dell’allevamento era stata contestata una violazione amministrativa, comportante una sanzione pecuniaria di 600 euro. La corretta identificazione e registrazione dei capi rappresenta un presidio essenziale per la sicurezza veterinaria e alimentare: consente infatti di ricostruire la provenienza e gli spostamenti degli animali, assicurandone la tracciabilità lungo la filiera e permettendo, in presenza di eventuali emergenze sanitarie, di individuare tempestivamente i capi interessati e adottare le necessarie misure di controllo.
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