Presentato rapporto legislazione 2026, focus su decreti legge e qualità normativa
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Roma, 27 ott. (Adnkronos) - Il ricorso ai decreti-legge, il rinvio alle fonti secondarie e la necessità di garantire tempi certi alla produzione normativa sono stati al centro della presentazione del rapporto sulla legislazione 2026 della camera dei deputati, oggi al Consiglio regionale del Lazio. Ad aprire i lavori è stata Anna Ascani, vicepresidente della Camera, che ha ringraziato il Consiglio regionale e il presidente Antonello Aurigemma, sottolineando l’importanza di una riflessione condivisa con la conferenza delle Regioni. Il rapporto conferma il peso dei decreti-legge e il ricorso a fonti secondarie, mentre Ascani ha evidenziato i rischi di una crescente polarizzazione politica: senza un confronto parlamentare leale, soprattutto sui temi complessi, le decisioni possono essere percepite dai cittadini come il risultato di scelte prese lontano da loro. Da qui l’esigenza di rafforzare la qualità del processo deliberativo attraverso dati e confronto tra maggioranza e opposizione. Tra gli strumenti per avvicinare i cittadini al Parlamento anche un chatbot basato sull’intelligenza artificiale, utilizzato per fornire risposte in linguaggio naturale sui contenuti del rapporto. Il presidente del comitato per la legislazione della Camera, Riccardo De Corato, ha ricordato che l’organismo nasce con la riforma del 1997 per affiancare alla rapidità delle decisioni una deliberazione più consapevole ed efficiente, attraverso un confronto condiviso tra maggioranza e opposizione. La riforma, il cui percorso si è concluso nel settembre 2025 dopo l’avvio nel marzo dello stesso anno, sarà applicata dalla prossima legislatura e prevede anche l’esame dei decreti-legge. Francesco Clementi, professore ordinario di diritto pubblico comparato alla Sapienza università di Roma, ha indicato tra le principali criticità emerse dal rapporto il peso crescente dei decreti-legge, la precarietà della legge, l’aumento del ricorso alla delega legislativa e le questioni legate alla normativa secondaria. Clementi ha inoltre richiamato la necessità di rafforzare il dialogo tra istituzioni europee e parlamenti nazionali, sottolineando che "il problema della legislazione è l’assenza di un tempo certo". La certezza dei tempi, purché adeguati alla complessità delle questioni, rappresenta secondo il docente un elemento di tutela della democrazia: "La lentezza diventa una scelta se è una buona lentezza". Giulio Maria Salerno, professore ordinario di diritto costituzionale e pubblico all’università di Macerata, ha approfondito il rapporto tra produzione normativa regionale e legislazione europea, richiamando la crescita dell’attività normativa dell’Ue, la prevalenza dei regolamenti sulle direttive e la necessità di migliorare la qualità della legislazione e il ruolo dei parlamenti. A concludere i lavori è stato il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, che ha sottolineato l’importanza di una riflessione approfondita sul ruolo delle regioni e ricordato il confronto avviato a Maratea per valutare gli effetti della riforma, individuando gli aspetti che hanno funzionato e quelli da migliorare.
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