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Carovita, una coppia con un figlio e una casa in affitto: «A fine mese ci restano solo 178 euro»

di Alice Benatti
Carovita, una coppia con un figlio e una casa in affitto: «A fine mese ci restano solo 178 euro»

La simulazione esamina la situazione di una famiglia con un bimbo al nido e un appartamento di 80 metri quadri. Papaleo (Cisl): «Serve un Osservatorio sui prezzi». De Nicola (Cgil): «Sciopero il 20 novembre»

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MODENA. Il mese non è ancora finito, ma lo stipendio sì. E quando arriva la vigilia del giorno di “paga”, a volte si è già dovuto mettere mano ai risparmi. Perché basta un imprevisto a mandare all’aria i conti: la lavatrice che si rompe, una visita medica, il gatto da portare dal veterinario, una multa da pagare.

La simulazione

Prendiamo il caso di una coppia di quarantenni, lei infermiera e lui insegnante, che insieme portano a casa quasi 3.200 euro al mese. Vivono in affitto in un appartamento di 80 metri quadrati nel quartiere Sacca-Crocetta, hanno un figlio di due anni che frequenta il nido – per il calcolo della retta si considera un Isee di 20mila euro –, un cane di piccola taglia e due auto di proprietà. Quanto resta loro, una volta pagate tutte le spese? Secondo una simulazione elaborata dalla Cisl Emilia Centrale, appena 178,34 euro. E questo conducendo una vita piuttosto sobria: niente sigarette né Dazn e appena 80 euro mensili per il tempo libero di tutta la famiglia. Senza contare spese tutt’altro che straordinarie: un regalo di compleanno, una visita dal dentista, un paio di scarpe nuove per il bambino. O qualche sfizio, come i biglietti per un concerto atteso da mesi. Basta una sola di queste spese per assottigliare quei 178 euro, se non esaurirli. Dieci anni fa, nel 2016, alla stessa famiglia sarebbero rimasti in tasca 653,77 euro, oltre tre volte e mezzo tanto.

Quanti rincari

A pesare sono i rincari, come mostra la simulazione Cisl basata su dati Istat, Inps, Arera, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Comune di Modena e altre fonti. Per la famiglia considerata, le spese per casa e utenze sono aumentate del 41,9%, quelle alimentari del 38,5%, mentre i costi delle auto sono cresciuti tra il 27 e il 38,3%.

La Cisl

«Per anni abbiamo pensato al welfare come a una rete che interviene quando una famiglia cade. Ora ne serve uno che impedisca di cadere. Modena deve alzare uno scudo contro il caro vita» dichiara la leader di Cisl Emilia Centrale Rosamaria Papaleo. «Partendo dalla ricerca preparata per la Gazzetta, il 95% delle entrate della famiglia presa in esame se ne va. E nel conto sono già comprese le agevolazioni del nido – prosegue Papaleo –. Non parliamo di persone senza lavoro: sono redditi compatibili con quelli di tanti insegnanti, lavoratori dei servizi pubblici e del terziario». La risposta, per la Cisl, deve partire da un Osservatorio provinciale sui prezzi e sul costo della vita – con istituzioni, sindacati, imprese e associazioni dei consumatori – che «deve camminare su due gambe: conoscenza e reazione. Quando emerge un problema, bisogna stabilire chi interviene, con quali risorse e in quali tempi». Il sindacato propone di sperimentare il Margine Economico Familiare (MEF): «non un sostituto dell’Isee, ma uno strumento integrativo per valutare quanto reddito resta dopo le spese essenziali, documentabili. A parità di Isee, chi paga 850 euro di affitto e deve usare due auto per lavorare può avere un margine assai diverso da chi possiede casa e lavora vicino. Il welfare deve vedere anche questa differenza». 

La Cgil

A esprimere grande preoccupazione per il caro vita è anche la Cgil. «Chi lavora non c’è la fa più ad arrivare a fine mese – tuona il Segretario Alessandro De Nicola –. A ottobre l’inflazione ha toccato il 5,4%, veniamo da mesi di rincari continui su benzina e diesel che oggi sfiorano i 2 euro e mezzo al litro. Le bollette, rispetto all’anno scorso, sono raddoppiate, prezzi alle stelle per gli affitti per lavoratori e studenti, vi è un continuo aumento del carrello della spesa». «La manovra di Bilancio del governo – prosegue – va oltre le peggiori aspettative: non dà risposte a tutti questi problemi che hanno compresso i redditi di lavoratori e pensionati. È proprio per rappresentare questo disagio che vivono tante famiglie che la Cgil ha proclamato lo sciopero generale del 20 novembre, in concomitanza con lo sciopero europeo degli studenti. Di fronte alla crisi sociale più dura degli ultimi anni, il Governo propone la Finanziaria più leggera: solo 12 miliardi di euro per le persone, ma ben 14 miliardi di euro per le armi. Con lo sciopero generale chiediamo risposte concrete a tre emergenze nazionali: salari e pensioni, sanità, scuola ed università». l

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