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Calcioscommesse, Modena deferito per colpa degli ex-Narciso e Tamburini. Coinvolti anche Cellini e Turati/Leggi il dispositivo

Marco Costanzini
Calcioscommesse, Modena deferito per colpa degli ex-Narciso e Tamburini. Coinvolti anche Cellini e Turati/Leggi il dispositivo

Responsabilità oggettiva per il club gialloblù per la partita Mantova-Modena del 2010: rischia da 3 a 9 punti di penalizzazione

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Tremava il mondo del calcio e ne aveva ben donde. I deferimenti resi noti ieri dal Procuratore Federale Stefano Palazzi, contenuti in un dispositivo di ben 267 pagine, si sono abbattuti come una mannaia su 22 società tra le quali, come previsto, anche il Modena. Ma lo stupore deriva dal fatto che la posizione del club gialloblù rischia di essere seriamente compromessa non da attuali giocatori, bensì da due ex. La società, difesa dall’avvocato Vittorio Rigo di Vicenza, proverà a far valere le proprie ragioni per tentare di ridurre le sanzioni che la Disciplinare deciderà di infliggergli in seguito ai deferimenti ricevuti per responsabilità oggettiva – due in tutto - sugli illeciti imputati ad Antonio Narciso e Juri Tamburini. Sanzioni che potrebbero essere più pesanti del previsto, con diversi punti di penalizzazione (massimo sei?) da scontare nell’attuale campionato. La Disciplinare dovrebbe pronunciarsi tra il 17 e il 21 maggio, dopo aver ricevuto le memorie difensive di club e tesserati coinvolti, poi in tempi rapidi ci sarà il processo d’appello. La volontà è di concludere i primi due gradi di giudizio prima di playoff e playout. E siamo solo al primo filone d’inchiesta, quello relativo alla serie B e al materiale proveniente dalla Procura di Cremona (la A e pure l’eventuale illecito in Modena-Siena, dove deve ancora essere ascoltato Mezzaroma, riguarderebbe la prossima “tranche” di deferimenti)…


Il ruolo di Gervasoni
“Gervasoni mette nei guai il Modena”: così, su queste colonne, titolavamo sabato 31 dicembre 2011, spiegando i dettagli delle affermazioni rilasciate dall’ex difensore di Albinoleffe, Mantova e Piacenza al pm di Cremona, Roberto Di Martino: anticipazioni che, purtroppo per il Modena, si sono rivelate quanto mai veritiere. Nel corso dell’interrogatorio del 27 dicembre alla Procura di Cremona, infatti, Gervasoni con una frase quasi sibillina aveva dichiarato: «Rickler mi disse che il Modena aveva ricevuto soldi dal Padova per non perdere la gara con il Mantova dell’8 maggio 2010». Una frase riportata che, come ci spiegò allora l’avvocato Mattia Grassani, in sé costituiva solo un principio di prova. «Una dichiarazione sulla quale la Procura Federale potrà indagare per cercare riscontri – aggiunse Grassani – ma che solo nell’eventualità in cui venisse accertata costituirebbe un illecito sportivo». Il grave problema, fino a ieri a tutti sconosciuto, è che quella frase all’apparenza estemporanea si è rivelata un’autentica bomba ad orologeria per il Modena.


Spunta Narciso
Dalla pagina 112 alla 116 del dispositivo ufficiale della Procura Federale, infatti, viene spiegato il tentativo di illecito messo in atto proprio prima di Mantova-Modena dell’8 maggio 2010, quart’ultima gara della stagione 2009/10 di serie B (1-1 con gol di Catellani al 32’ e Caridi all’80’ su rigore, fischiato per un fallo di Troiano proprio ai danni di Gervasoni, con il Modena in 10 dal 60’ per l’espulsione di Perna). Prima della gara il Modena era 12° in classifica con 50 punti, praticamente salvo, mentre il Mantova era sest’ultimo a quota 44. Il Padova, invece, era in quel momento terz’ultimo con 42 punti. Alla voce “materiale probatorio acquisito” la Procura Federale riporta tutti gli stralci degli interrogatori riguardanti il tentativo di illecito relativo a questa partita. Ed ecco che spunta Narciso. L’ex portiere gialloblù, interrogato a Roma il 7 marzo, dichiara: «Poco prima di Mantova-Modena Gervasoni mi ha chiamato al telefono per propormi un incontro. Pur perplesso ho acconsentito dicendogli di raggiungermi nei pressi della mia abitazione a Modena, in via Formigina. Ci siamo così incontrati in un bar che era situato nei pressi. Nel corso del colloquio, Gervasoni mi disse che aveva a disposizione 130.000 euro per comprare la sconfitta della mia squadra. Lo stesso tentò a più riprese di convincermi, ma di fronte al mio netto rifiuto alla fine aveva desistito (…). Preciso che della possibile combine della partita Gervasoni mi invitò anche a parlarne con i miei compagni. Ovviamente anche in questo caso non ho riferito niente a nessuno. Allo stesso modo devo dire che non mi è venuto neanche in mente di denunciare alle autorità competenti quanto avevo appreso». Da queste dichiarazioni di Narciso si innesca la bomba ad orologeria che potrebbe finire per scoppiare solo in mano al Modena (l’Ac Mantova, essendo fallito, di fatto non esiste più e non può essere toccato da alcun provvedimento). Dopo quanto affermato dall’ex portiere, il 12 marzo a Cremona Gervasoni rincara infatti la dose, confermando l’incontro a Modena con Narciso ma affermando anche che il rifiuto di combinare la gara avvenne solo in un momento successivo, dopo che il portiere aveva sondato la disponibilità dei compagni; rifiuto attribuito al fatto che il Modena avesse optato per accettare la fantomatica offerta del Padova. Rickler, ascoltato a Roma il 12 marzo, ha negato tutto, ma è stato nuovamente Gervasoni a tirarlo in ballo il 13 aprile, nell’interrogatorio davanti a Palazzi: «I soldi da me proposti a Narciso – ha dichiarato – non erano 130.000 ma 80.000. Preciso che nella stagione successiva, quando militavo nel Piacenza, trovai una spiegazione al rifiuto di Narciso in quanto il mio compagno Rickler, che all’epoca dei fatti giocava nel Modena, mi disse che il Padova aveva offerto una somma di denaro al Modena per non perdere l’incontro. Non so dire se nel riferimento al Padova Rickler si riferisse alla società o ai giocatori del Padova». La Procura Federale, nello specificare che al momento non è verificabile se effettivamente il Padova si mosse per pagare giocatori gialloblù, contesta comunque a Narciso – aggiungendo che il portiere era stato all’Albinoleffe con Gervasoni e che nel 2009 aveva aderito alla combine di Salernitana-Albinoleffe - di aver consultato i propri compagni del Modena prima di rifiutare la combine proposta da Gervasoni e ideata dal cosiddetto “gruppo croato”: comportamento giudicato dalla Procura prodromico (cioè inizialmente favorevole) alla realizzazione della combine e che integra pienamente l’ipotesi di attività diretta ad alterare lo svolgimento ed il risultato della gara, quindi il concetto di illecito sportivo. Questo il quadro, abbastanza triste, dei fatti. Il Modena viene deferito per responsabilità oggettiva per gli addebiti contestati a Narciso, con l’aggravante per la pluralità degli illeciti posti in essere. Il rischio è di una penalizzazione dai 3 ai 6 punti, considerando il fatto che la combine non ha raggiunto risultati.


L’ingenuità di Tamburini
Non è finita qui. Perché, dopo il fulmine a ciel sereno di Narciso, il Modena si vede attribuire la responsabilità oggettiva anche per una leggerezza commessa dall’ex Juri Tamburini. Una vera e propria ingenuità che, anche se non riguarda una gara dei canarini, potrebbe costare anche più di una semplice multa al Modena. La partita frutto di un tentativo di combine, infatti, è Grosseto-Reggina del 15 maggio 2011. Tutto riparte da Narciso, che il 7 marzo, di fronte alla Procura Federale, afferma di aver ricevuto la proposta dell’ex compagno di alterare la gara, con una somma di denaro a suo favore di 30-35.000 euro. Proviamo a spiegare il perché Tamburini, allora ancora nelle file del Modena, prova a convincere Narciso (già a Grosseto) di “vendere” la gara con la Reggina: il difensore romagnolo, in scadenza di contratto con il Modena, mantiene contatti con Gianni Rosati, ds della Reggina fino al giugno 2010 e in quella stagione (2010/11) consulente del club di Foti tramite la società Team Service snc, che ha sede a Carpi. Il motivo è presto spiegato: Rosati, che Tamburini riferisce di aver incontrato più volte presso il circolo tennis Sporting di Carpi anche in presenza della fidanzata, si sta attivando per cercare una squadra al difensore dopo la scadenza di contratto con il Modena. Sfruttando questa conoscenza, Rosati avrebbe chiesto a Tamburini se fosse stato possibile coinvolgere qualcuno del Grosseto per combinare la gara con la Reggina al fine di consentire agli amaranto di continuare la corsa verso i playoff (poi raggiunti). Fatto negato dallo stesso Rosati, ma confermato a più riprese da Tamburini. I calabresi vincono 1-0 la sfida con i maremmani, che chiudono in nove, dunque per la Procura il risultato sportivo potrebbe essere stato alterato. Narciso, che alla Procura ha dichiarato di aver subito rifiutato la combine, ha anche affermato che poi Tamburini si pentì di quella richiesta, attribuendola ad un momento di debolezza legata alla sua situazione precaria (scadenza di contratto) che poteva trovare in Rosati un aiuto determinante. Il nocciolo della questione, però, è che l’ingenuità di Tamburini ha fruttato il deferimento per responsabilità oggettiva anche del Modena, oltre che di Grosseto e Reggina (quest’ultima per responsabilità presunta). E qui si apre il dibattito sulla responsabilità oggettiva di una società in casi-limite come questi: sacrosanta, secondo Figc e Coni, perché una società dovrebbe vigilare sul comportamento dei propri tesserati, inapplicabile secondo i club. Fatto sta che il Modena è deferito anche in questo caso, con gli stessi capi d’accusa della vicenda Mantova-Modena e con l’aggravante che il risultato potrebbe essere stato effettivamente alterato: la richiesta, dunque, quasi inevitabilmente sarà di un’ulteriore penalizzazione, ma in appello il Modena potrà far leva sul fatto che l’illecito non riguarda una propria gara.

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