Roberto Reggiani ha stupito anche la Regina
Dirige i tornei di beach volley: «Se sono qui è grazie all’angelo che mi ha protetto quando stavo male»
Nella polemica dei biglietti sold out e delle tribune vuote di questi Giochi, il beach volley e il suo impianto da 15.000 posti allestito all'Horse Guards Parade sono una piacevole eccezione. E in effetti rischiare di vedere un pallone finire tra le braccia del Principe Carlo a Clarence House, rimbalzare sui sacri Spring Garden del Mall a Trafalgar Square tra Buckingham Palace e l'Admiralty Arch o al civico 10 di Downing Street in casa del premier David Cameron è uno spettacolo che nessuno vorrebbe perdere al punto da pagare anche 495 sterline per i posti migliori, sebbene si tratti ancora di turni eliminatori (biglietto minimo in "piccionaia" 65 sterline). Scherzi a parte il beach è qui, nel cuore di Londra, e chi ha messo in piedi l'arena che ha conquistato gli inglesi e, a suo modo, anche la regina, è il modenese Roberto Reggiani da Bomporto. Non ha ancora il titolo di baronetto di Sua Maestà ma alla riunione tecnica di venerdì scorso i giocatori lo hanno applaudito per sei minuti: «Sono gli altri a dire chi sono e come lavoro, e questa per me è la soddisfazione più grande».
Lavora 20 ore al giorno: «E per fortuna - dice con soddisfazione - che mi hanno permesso di mettermi accanto un uomo di campo fantastico come Massimo Scarciglia, altrimenti non so cosa sarebbe successo».
Passo indietro, marzo 2011: «Ero dal dentista, mi arriva una telefonata di Bob Clarke, il grande capo di volley e beach. Mi chiede di venire a dirigere il torneo, pensavo fosse solo per una consulenza su come sistemare il campo e la sabbia. Da lì è nato tutto. Ma non è stata una discesa».
Piccolo passo avanti nel passato, giugno 2011: «Ultimo giorno del torneo dimostrativo qui a Londra. Smontiamo il campo, andiamo a farci una doccia, il premier Cameron doveva riceverci a Piccadilly per complimentarsi a darci appuntamento ai Giochi. Mi stavo facendo la barba davanti allo specchio per rendermi presentabile, improvvisamente volo per terra, mi mancano le gambe. Quattro giorni di ospedale, rientro in Italia e arriva la sentenza: sette vertebre schiacciate al punto che il midollo è sottile come un capello, entro pochi mesi sarei rimasto su una sedia a rotelle. L'unica strada era operarsi, con grossi rischi».
Arriviamo a ottobre 2011: «Mi operano a Verona, sapevo che avrei potuto perdere anche l'uso di qualche arto. Telefono a Londra, dico che rinuncio. Niente da fare, Bob mi fa gli auguri e dice di tenermi il posto. L'operazione va bene, mi serve tempo per la riabilitazione. Dico che non sarei arrivato prima di giugno. Accettano. Eccomi qua».
E ora guardiamo al futuro: «Per me è cambiato. Da quando ho vissuto questa avventura ragiono in modo diverso. L'unica cosa che so è che se sono qui lo devo ad un angelo, è mia madre che mi protegge là in alto. Il resto non conta».
Torniamo al presente: «Il beach è la vita per me, questo è chiaro. Sacrifici e soddisfazioni. E' la sesta Olimpiade (la prima a Barcellona 1992 come arbitro del torneo dimostrativo fino al riconoscimento massimo di quest'anno), è vero che la prossima sarà a Rio de Janeiro dove ai brasiliani non ho niente da insegnare ma a me il numero sette piace, non si sa mai».
Intanto Londra, dove invece la sua esperienza ha fatto la differenza: «La sabbia del sud dell'Inghilterra era troppo sottile, l'ho fatta mischiare con quella norvegese. Il campo è sollevato da terra, non poggia perché la Regina ha vietato che si rovinasse il manto. Poi ha approvato questa splendida arena da 15mila posti dove abbiamo gettato 4115 tonnellate di sabbia. Una bella impresa. E' piaciuta anche a Kofi Annan».
Roberto Reggiani non si riposa mai, mentre lo speaker indottrina gli inglesi al muro - "monster block" scritto a caratteri cubitali sul led luminoso - e dice loro quando applaudire - "clapping" - c'è da portare avanti una giornata iniziata con la barba alle 5 del mattino e che finirà non prima delle 2 di notte con una gelida sessione serale: «Speravamo in una settimana più mite, ma non c'è problema. I valori in campo non cambieranno: Usa, Brasile e Germania tra i maschi, sempre le due Americhe tra le femmine con in più la Cina. E poi Italia: non lo dico mai, ma questa volta abbiamo due coppie che possono dar fastidio a molti. SE così fosse andrò in vacanza ancora più contento».
Solo dieci giorni, poi l'Arabia Saudita, ad organizzare eventi: «Non so per quanto tempo, ma ci resterò a lungo». E quando dice una cosa, Reggiani la fa. Se ne è accorta anche la regina.
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