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il retroscena chiave del discusso caso

Sansone non ammette ma “convince” Rizzoli...

Sansone non ammette ma “convince” Rizzoli...

Non si sono risolti nella giornata di domenica i tanti interrogativi sul siparietto che, al 35’ di Sassuolo-Roma, per quasi cinque minuti ha visto come protagonista assoluto l’arbitro Nicola Rizzoli...

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Non si sono risolti nella giornata di domenica i tanti interrogativi sul siparietto che, al 35’ di Sassuolo-Roma, per quasi cinque minuti ha visto come protagonista assoluto l’arbitro Nicola Rizzoli della sezione di Bologna. Non poteva essere altrimenti, visto il clamore che l’episodio ha suscitato e viste le nubi di mistero che continua a portarsi dietro. Dell’episodio, il presunto contatto tra Sansone e Benatia prima non sanzionato, poi punito con il rigore per il Sassuolo e infine risolto con la clamorosa revoca del penalty e la ripartenza dell’azione con una palla a due in area giallorossa, ormai sanno tutti. Cosa sia accaduto in quegli interminabili 4 minuti e 34 secondi che sono serviti a Rizzoli per giungere alla decisione definitiva resterà in parte misterioso forse per sempre. Anche perché già nel dopogara arrivavano versioni differenti: «Sansone alla fine ha ammesso di essere scivolato, dicendo però che io un po’ l’avevo toccato», dichiarava il difensore della Roma Benatia. «Sansone ha confessato, dicendo all’arbitro che non era rigore», la versione di Rudi Garcia che più ha preso piede e che ha comportato una raffica di elogi all’onestà dell’attaccante neroverde, ribattezzato ironicamente “San Sone”. «Sansone non ha ammesso nulla», la sentenza di Di Francesco e la posizione ufficiosa, non parlando nessun altro oltre al mister nel dopogara, del Sassuolo. A ben 24 ore di distanza dall’accaduto si è forse ricostruito con esattezza l’accaduto: Rizzoli, che non aveva sanzionato il fallo con il rigore, era tornato sui suoi passi dopo la segnalazione dell’arbitro di porta Peruzzo. «L’ha toccato con il piede», la motivazione del fischietto di Schio. Così Rizzoli, non del tutto convinto e conscio della pesantezza che avrebbe avuto un errore del genere ai danni della Roma, si è travestito da psicologo. «Ti ha toccato sul piede?», ha chiesto a Sansone, quasi abbracciandolo e ricevendo in tutta risposta un «No, sono scivolato, ma dopo che lui mi ha tirato la maglia», sotto lo sguardo incredulo di Benatia. L’ammissione del mancato sgambetto, motivo per il quale Peruzzo aveva segnalato il penalty, ha fatto maturare a Rizzoli la decisione di tornare sui suoi passi, convinto di aver preso la decisione giusta. Quei quasi 5 minuti di “processo”, però, sono inaccettabili e la sensazione che a parti invertite tutto ciò non sarebbe accaduto non è un peccato da malpensanti. (m.c.)