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Liu•Jo: questa volta è game over

Liu•Jo: questa volta è game over

Chiappafreddo lascia ancora in panchina Rousseaux, Novara rimonta e va in semifinale

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“Nelle partite importanti, quelle che lasciano il segno o valgono la stagione, le titolari sono titolari, le riserve stanno in panchina”: quante volte avrete sentito ripetere questa vecchia regola non scritta, tanto cara agli allenatori modenesi d’un tempo.

Non deve averla invece mai ascoltata, o forse non la pensa allo stesso modo Mauro Chiappafreddo: il tecnico della Liu• Jo, dimostrando almeno grande coerenza con le proprie idee, ripete le scelte fatte a Noavara in gara 1, persa 3-1, e lascia in panchina Helene Rousseaux, utilizzandola tra l’altro non come schiacciatrice, ma da opposto e solo per il doppio cambio. In campo, in zona 4 va la giovane Perinelli, promessa del volley italiano, già provata con esito dignitoso nel ruolo di libero, che si alterna con l’altra under della vicenda, cioè Maruotti.

Risultato? Sconfortante: Modena gioca un buon primo set, agevolata dai 9 errori di Novara, lo domina, illude il PalaPanini che arrivare alla bella sia possibile, ma appena coach Pedullà aggiusta le cose (dentro Mollers e Tokarska per Mi Na Kim e Casillo) la Liu•Jo ammaina bandiera, vittima in questi play off non tanto degli infortuni che l’hanno colpita durante la regular season, ma solo di se stessa.

La tanto ricercata maggior solidità in ricezione grazie all’esclusione di Rousseaux si va presto a far benedire visto il 57% e il 34% di “doppio più” di Perinelli, con 1 ace subito, e il 58% (26%) di squadra, il resto, in negativo purtroppo, lo fa un potenziale offensivo depauperato e in sofferenza, visto il 22% con 5 su 23 della stessa Perinelli che toglie di fatto un posto 4 da controllare al muro avversario, e il modesto 36% complessivo.

“Con numeri del genere non si vince mai”, avrebbero aggiunto i già citati saggi tecnici modenesi d’altri tempi, magari anche in dialetto alla Paolino Guidetti. E così è stato, perché Novara si dimostra dal secondo set una macchina che funziona perfettamente, con meccanismi ben oliati, una Rosso strepitosa donna ovunque e una eccellente Murphy, 51%, 20 punti, brava a duellare con una fantastica Fabris, lei sì stellare ed eroica fino alla fine per un tabellino che recita così: 27 punti con 23 palloni messi a terra, 3 muri e 1 ace.

Ecco, partendo dal partitone della meravigliosa croata, unica vera scoperta valorizzata in questa stagione, a tutti quanti hanno avuto modo di apprezzare il talento di Rousseaux in un recente passato rimarrà il dubbio che con lei, anche non al meglio, anche fuori forma, quel terzo set, rimesso in piedi da 10-16 fino al 19-17, magari avrebbe avuto un altro epilogo, come tutta la partita e la serie, perché qualche pallone a terra in più lei lo avrebbe messo. Nessuno lo saprà mai, purtroppo, perché “Game is over”, la Liu•Jo è fuori dai play off e in semifinale va una Igor Gorgonzola quasi commovente per i progressi compiuti (quelli che invece Modena non ha fatto, pur con mille attenuanti) in tutta la stagione.

La bella, affascinante, Liu•Jo vista nel girone di andata, chiuso al secondo posto dopo aver battuto Bergamo e Piacenza, è probabilmente rimasta al Palaverde di Treviso, dove ha perso la grande irripetibile occasione di giocarsi in modo migliore la Coppa Italia (e anche in quel caso finendo la semifinale persa con una Rousseaux lasciata in panchina).

Della partita del PalaPanini nulla o quasi passerà alla storia: almeno da parte bianconera, perché la “Pedullà band” racconterà ai nipotini fra una trentina d’anni come eliminò Modena dai play off.

Un primo set raccapricciante da parte ospite, dominato dalla Liu•Jo (25-18), poi, proprio come in gara 1, Novara inizia a far quadrare un cerchio fatto di tanta difesa, muri (11-7), ricezione eccellente (77%) e un attacco preciso (42%) ed efficace dal momento dell’ingresso dalla tedesca Mollers, ma soprattutto basato sul fatto di essere una squadra trovatasi ad affrontare, per sfortuna altrui o scelte, un insieme di giocatrici impossibilitate a fare miracoli.

Un ringraziamento speciale ancora una volta da parte di tutto il PalaPanini alla signorina Samanta Fabris, che sul 10-16 del terzo set, va sulla linea dei nove metri e illude il mondo intero. Tutto il resto è noia, anzi festa di Novara e tristezza di Modena che chiude a capo chino una avventura iniziata con altri propositi e ben altro entusiasmo. Allora però c’erano anche Crisanti, Cardullo e Rousseaux, contro Novara, purtroppo, no.

Fabio Rossi