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Carpi, certezze al comando e scommesse in panchina

Carpi, certezze al comando e scommesse in panchina

Bonacini e Giuntoli un binomio consolidato e vincente alla guida della società che convive col problema allenatore. Il prossimo potrebbe essere Toscano

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Ci vorrà ancora tempo per conoscere il nuovo tecnico del Carpi. Il ds Cristiano Giuntoli, incassato nei giorni scorsi l'addio definitivo di Giuseppe Pillon, è ancora pienamente immerso nella fase ricognitiva. Le certezze potrebbero arrivare solo nella prossima settimana. Situazione insolita se confrontata con il mercato giocatori, che sta invece proseguendo spedito tra cessioni, risoluzioni di comproprietà e i tanti giovani monitorati. A complicare le cose ci sono due vincoli che il Carpi pone in capo ad ogni trattativa: il budget contenuto e lo staff rigidamente imposto. Chi viene dovrà collaborare, tra gli altri, con i vari Perrone, Costi e Nuti. La qualità del loro lavoro è certificata dai risultati delle ultime stagioni, e la società non intende rinunciarvi. E' proprio questo uno degli ostacoli che potrebbe vanificare i contatti con Toscano. L'ex della Ternana è stato avvistato a Carpi nei giorni scorsi e rimane uno dei principali papabili. A patto che rinunci ai suoi collaboratori. Che il patron Bonacini non voglia svenarsi per la panchina non è una novità, ed è giustificato dall'andirivieni di queste ultime annate. Giuseppe Pillon ha anzi già segnato un piccolo record: di tutti i tecnici che hanno concluso la stagione in via Marx, è stato il più vicino alla conferma, prima che tutto si arenasse sulla clausole economiche del contratto. La società era stata ben più sbrigativa con i suoi predecessori. L'elenco è lungo: Fabio Brini, Egidio Notaristefano, Stefano Sottili e Giancarlo D'Astoli. A parte Sottili, tutti erano subentrati a stagione in corso. Ma il dato più significativo, che giustifica a posteriori le scelte societarie, è che ognuno di loro ha fatto meglio del predecessore in media punti: D'Astoli (1,72 a partita) su Cristiani (1,67), Notaristefano (1,78) su Maddaloni (1,67), Brini (2) su Cioffi (1,40) e infine Pillon (1,54) su Vecchi (1,34).

Fabio Garagnani

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