Elio Agnoli abbandona il campo: sarà il direttore della Meridiana
Uno dei più forti tennisti modenesi lascia l’agonismo e anche il ruolo di maestro per dare la svolta al circolo più titolato della provincia: «Per me una nuova vita che vivo come una grande sfida»
Modena perde un maestro e acquista un direttore. Elio Agnoli, uno dei giocatori modenesi più forti di sempre, maestro apprezzato e titolato, cresciuto alla Meridiana e poi fondatore della Discovery Sport Planet, lascia la racchetta, abbandona il campo e si siede alla scrivania: tornerà dove è cresciuto, nel club di Casinalbo, il più titolato della provincia, nelle vesti di direttore.
Come ha maturato questa scelta?
«C’era la volontà di fare anche qualcosa di diverso nella mia vita. Ho sempre pensato che la naturale trasformazione di un tennista e di un maestro fosse quella di arrivare a dirigere un circolo. Così, quando me lo hanno chiesto, ci ho pensato seriamente. E ho scelto di rimettermi in gioco. Sarà una bella sfida».
Quando è arrivata la proposta?
«Qualche settimana fa. La Meridiana mi voleva prima come maestro, ma declinai. Poi da febbraio abbiamo cominciato a riparlare di un ruolo diverso, ed oggi eccoci qua. Sarò operativo dal primo luglio».
Torna alla Meridiana, il circolo dove è cresciuto. Cosa è cambiato?
«Cambia certamente il mio punto di vista. Arrivai alla Meridiana a 18 anni, venivo da Padova. Avevano bisogno di giocatore di serie B. Rimasi lì altri 18 anni, prima come atleta e poi come maestro. Tanti ricordi».
Il più bello?
«Alla Meridiana sono grato, perché mi ha fatto crescere. Certamente le tante partite da capitano con in campo una campionessa come Adriana Serra Zanetti e la vittoria in serie A2 con la squadra composta da Filippo Messori, Davide Scala e Sergio Donati».
Ora che circolo ritrova?
«Un club diverso, che ha dovuto, come tutti e per forza di cose, fare i conti con la crisi. Dobbiamo riportarlo ai livelli di un tempo».
A cosa pensa?
«Penso agli anni d’oro con Gianni Barbolini, ma non parlo solo di tennis. Sarò direttore per tutti, al di là di quello che è stato il mio passato. Penso prima di tutto ai soci: il circolo è meraviglioso e deve essere un piacere viverlo. Vorrei che fosse ancora più vivo, ancora più frequentato. L’idea è quella di far star bene i soci in ogni circostanza. Ma ci vuole grande impegno e tanto realismo: non servono voli spropositati, ma giusti investimenti per un club che li merita».
Ma il tennis giocato non le mancherà?
«Ho il permesso per fare qualche partita. Ma solo da amatore. Basta agonismo».
E non le mancherà insegnare tennis?
«Forse, ma c’è un tempo per tutto, e quando si svolta lo si deve fare con coraggio per essere ancora più convincenti in quello che si andrà a fare. Da maestro ho ottenuto tanto probabilmente perché ho saputo trasmettere la competizione agonistica che nell’ultima parte della mia carriera a me è mancata. Arrivare a vincere i Mondiali del 2009 con la nazionale a squadre over 40 e portare la Discovery fino alla serie B sono quelle imprese che ti rimangono, anche se in campo con la racchetta non andrai più. Ma certamente non mi annoierò».
@dvdberti
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