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Il Sassuolo si è costruito un tesoretto

Marco Costanzini
Zaza e Berardi: il loro valore, dopo un anno a Sassuolo, è schizzato alle stelle
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Zaza e Berardi: il loro valore, dopo un anno a Sassuolo, è schizzato alle stelle

La valutazione complessiva dei gioielli e dei giovani di proprietà è schizzata alle stelle rispetto alla scorsa stagione

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Quanto è aumentato il valore della rosa del Sassuolo dopo il primo campionato di serie A? Tanto, anzi tantissimo, grazie ai tanti giovani talenti che il club neroverde ha lanciato per la prima volta sui grandi palcoscenici del calcio italiano e non solo, perché anche le scelte lungimiranti relative ai prestiti di alcuni giocatori in serie B si sono rivelate più che azzeccate.

Partiamo dai gioielli, i due attaccanti protagonisti nel capitolo comproprietà: Simone Zaza, 23 anni appena compiuti, e Domenico Berardi, ancora 19enne, l’anno scorso valevano un terzo rispetto al prezzo del cartellino fissato oggi da Sassuolo e Juventus. La metà del cartellino dell’attaccante lucano l’anno scorso venne pagata 2,5 dai neroverdi, che ne hanno da poco aggiunti altri 7,5 per assicurarsi l’altra metà. E se la Juve vorrà riscattarlo, la prossima estate serviranno 15 milioni, 5 in più rispetto a quelli pagati complessivamente dal Sassuolo, ben 20 l’estate successiva. Valeva 5 milioni appena 12 mesi fa, Zaza, ne vale 15 già adesso, dunque il triplo. Discorso che calza a pennello anche per il suo gemello del gol, Berardi, il talento scovato dal Sassuolo grazie all’ormai famoso calcetto e che oggi i più prestigiosi club europei provano a contendersi, con la Juventus brava ad esserselo quasi assicurato: la scorsa estate la metà del cartellino del gioiellino di Bocchigliero venne valutata 4,5 milioni e scambiata alla pari con quella di Luca Marrone, l’altra metà ne costerà 15 ai bianconeri se tra un anno esatto vorranno decidere di acquistarlo a titolo definitivo, evitando che su di lui si scateni un’asta. Da 4,5 a 15 milioni metà cartellino, più del triplo, con Berardi che potrebbe regalare una plusvalenza da capogiro: pagato zero e ceduto per una cifra di venti volte superiore, un successone in tutto e per tutto per il club neroverde.

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Non solo Zaza e Berardi: anche il valore di Antei, classe 1992, è raddoppiato al termine della sua prima stagione in A. Discorso analogo si può fare con Yussif Raman Chibsah (’94) e pure con Alessandro Longhi, che ha appena compiuto 25 anni e che il Sassuolo ha interamente riscattato dal Chievo. C’è poi Nicola Sansone, classe 1991, rilanciato dai neroverdi che ora ne detengono l’intero cartellino al pari di quello di Chibsah. Giovani giusti , un allenatore in grado di valorizzarli al meglio e pure la salvezza miracolosa raggiunta, insomma, hanno fatto bene non solo al club ma pure, potenzialmente, alle sue casse. Senza dimenticare, come dicevamo, il successo ottenuto con alcuni giocatori in prestito. Su tutti Leonardo Pavoletti, che oggi vale 2 milioni (più di dieci volte quanto i neroverdi lo pagarono), ma anche Tommaso Bianchi, classe ’88 come l’ariete livornese, e l’italo-tunisino Karim Laribi, lanciato in serie A nei primi 6 mesi e poi protagonista fino alla finale playoff di B con il Latina.

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