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Premio Fair Play, il Modena ricambia, un applauso ai tifosi

Giovanni Balugani
I tifosi del Modena hanno vinto il premio Fair Play organizzato dalla Lega Calcio di serie B
I tifosi del Modena hanno vinto il premio Fair Play organizzato dalla Lega Calcio di serie B

Invito a Balotelli: «Lo rilanciamo noi con la cura Babacar»

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Per ritrovare una formazione del Modena in grado di raggiungere i playoff bisogna tornare 2006, quando la Pioli si fermò contro il Mantova. In quello stesso 2006 l'Italia vinceva il suo quarto titolo Mondiale in Germania e gli scaramantici geminiani, dopo l'eliminazione dei gialli ai playoff, si pregustavano già una nazionale protagonista in Brasile. Purtroppo l'avventura azzurra è terminata in maniera opposta rispetto ad otto anni fa: la squadra di Prandelli è tornata mestamente a casa dopo il girone di qualificazione. Decine di addetti ai lavori si stanno interrogando sui motivi più profondi che hanno causato una crisi così marcata del calcio nostrano. Due uomini che hanno esperienza decennale nel mondo del pallone e anche nell'ultima stagione hanno dimostrato di saper ancora essere vincenti come Antonio Caliendo e Walter Novellino analizzano il Mondiale brasiliano, con particolare attenzione all'Italia.

AZZURRI "SCARICHI" «Gurdando le partite del Mondiale - dice Walter Novellino - sono rimasto impressionato, anzi oserei dire commosso, nel momento degli inni. Vedere i bambini brasiliani cantare l'inno a squarciagola ed emozionarsi fino alle lacrime mi ha colpito tantissimo ed è la riprova come negli altri Paesi vi sia un senso di appartenenza maggiore rispetto al nostro». Ci sono poi anche dei motivi prettamente calcistici: «Gli azzurri si sono presentati in Brasile in una condizione atletica imabarazzante ed era evidente come tutte le altre nazionali stessero meglio di noi. Poi non mi è piaciuta la faida tra le frange più esperte del gruppo e quelle più giovani esplosa dopo l’eliminazione: i panni sporchi si devono sempre lavare in casa. La squadra che mi assomiglia di più? La Colombia perchè è perfetta nelle ripartenze e in campo ognuno sa perfettamente cosa deve fare».

L'INVITO A BALOTELLI Al centro del ciclone è finito Mario Balotelli, additato dai più come la causa principale della debacle azzurra. Caliendo nel corso della sua lunga carriera da procuratore di grandi campioni ne ha gestiti decine e può spiegare cosa stia succedendo: «Le colpe del disastro italiano non sono di Balotelli - specifica il patron gialloblù - le motivazioni sono altre. Ed è da questo fallimento che il nostro calcio deve ripartire evitando di piantare i soliti crisantemi nei posti che contano. Servono stadi nuovi e di proprietà dei club e anche un atteggiamento generale differente. Restiamo a Balotelli: nessuno lo ha saputo affiancare nel salto dalla Primavera alla prima squadra. Tutti si sono inchinati al suo talento, inginocchiandosi di fronte al campione. Ma quando un giocatore inizia a sentirsi un dio iniziano i problemi: è fondamentale saper dire di no e imporsi, come io feci con Baggio, Caniggia e Schillaci. Il suo entourage, la società e l'allenatore devono seguire la stessa linea di comportamento.

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Prendiamo l'esempio di Babacar. Ci sono le dovute differenze caratteriali tra i due giocatori, ma fin dal primo giorno di ritiro io e Novellino abbiamo alternato il bastone e la carota: ciò ha permesso a Billy di esplodere e l'anno precedente la stessa cosa era avvenuta con Ardemagni. E comunque se dovessi scegliere tra i due io prenderei sempre Babacar, che è più forte di Balotelli. Al numero 9 del Milan, però, faccio un invito: venga a Modena un anno a giocare e la sua carriera si allungherà di altri dieci. Segnerebbe 50 gol e per l'ingaggio non ci sarebbero problemi, sono certo che gli abbonati pagherebbero volentieri qualche euro in più. La mia è chiaramente una provocazione, con cui, però, voglio evidenziare come l'ambiente Modena sia ideale per lavorare nelle migliori condizioni». Novellino concorda: «Magari. Balotelli non sarebbe un problema da gestire: coi giocatori, però, bisogna avere dialogo. È determinante».

IL PLAUSO AI TIFOSI E l'ambiente Modena ora può vantare un altro riconoscimento, arrivato direttamente dalla Lega di serie B con il premio "Gaetano Scirea" riservato alla tifoseria più corretta della cadetteria. «I tifosi il loro campionato l'hanno vinto - dice Novellino - e sono orgoglioso che questo trofeo se lo siano aggiudicati proprio i nostri sostenitori. E' bellissimo».

Caliendo vede il premio Scirea come una tappa fondamentale di un percorso da lui iniziato nell'inverno scorso: «Stiamo diventando un esempio in campo nazionale: il fair play che si respira nel nostro stadio è eccezionale ed è lo specchio della civiltà della nostra città. Ho già avuto un colloquio con il Questore ed abbiamo avuto il via libera all'abbattimento delle barriere in tempi brevi. Sarebbe davvero un evento strepitoso per il Modena». L'Italia del pallone si lecca le ferite, il Modena guarda al futuro.

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