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Di Francesco: «È il Sassuolo che volevo»

Stefano Aravecchia
Con Di Francesco in panchina è esploso il talento di Berardi
Con Di Francesco in panchina è esploso il talento di Berardi

«La società mi ha accontentato trattenendo Zaza, Berardi e Sansone. E non è finita qui»

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Berardi, Zaza, Sansone: tutti i giocatori che lei aveva chiesto di trattenere sono rimasti. Che voto dà alla società?

«Dare voti non mi piace, è un compito che spetta a voi giornalisti. Certamente sono contento per il fatto che è stato portato avanti il programma stabilito dopo la fine del campionato in sede di rinnovo contrattuale. La priorità era quella di trattenere i tre giocatori là davanti, dunque non posso che essere molto contento del lavoro svolto fin qui dalla nostra dirigenza».

Un anno fa il Sassuolo è salito in ritiro con la squadra incompleta. Ora le cose sono differenti.

«Sì. Adesso in percentuale per 80-85% andremo in ritiro con la rosa completa, a parte qualche tassello. Sicuramente quest'anno la situazione è più semplice, c'era già una base».

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Dopo i rinnovi, quanti rinforzi si aspetta per plasmare un Sassuolo il grado di puntare ad una salvezza più tranquilla?

«Adesso ci vogliono due esterni difensivi (ieri sera è stato definito l’acquisto di Federico Peluso, ndr), un centrocampista e un esterno offensivo. In tutto tre o quattro giocatori, non di più».

Come mai la scelta di Malles per la prima parte del ritiro?

«Lavorare per un mese nello stesso posto mentalmente è difficile, meglio spezzare il ritiro. Perché Malles? E' vicino a Bormio, dove ci attende il Mapei Day, e poi è una località attrezzata ed idonea per ospitare un ritiro».

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E’ contento che il Trofeo Tim da fine luglio sia stato spostato a fine agosto?

«Questo Trofeo lo facciamo con piacere, la società ci tiene in modo particolare, ma è un bene che non illuda come è avvenuto la scorsa estate. Calendariato a fine agosto ci servirà come importante test in vista del campionato».

Dei giocatori in scadenza Bianco ha rinnovato il contratto con il Sassuolo mentre Masucci se ne va.

«Bianco è un giocatore ancora integro ma soprattutto possiede valori umani importanti per il gruppo, è un punto di riferimento al quale non volevo rinunciare. Masucci vuole giocare di più, è un ragazzo fantastico e sono convinto che puntando su di lui il Frosinone faccia un'ottima scelta».

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Questione portieri: sarà ancora Pomini il vice Pegolo? E Polito?

«Non so se ci sono novità delle ultime ore, non mi risulta che Pomini se ne voglia andare (in effetti è proprio così, ndr) e non vorrei rinunciare a Polito. Tra loro due e Pegolo si è instaurato un ottimo rapporto, sono contentissimo dei nostri portieri e vorrei che tutti e tre rimanessero con noi anche nella prossima stagione».

Pavoletti verrà in ritiro col Sassuolo?

«Penso di sì, io ne sarei felice».

Due parole sul Mondiale il Brasile: quale squadra l’ha impressionato di più?

«Mi è piaciuta molto la Colombia, in generale sto apprezzando la mentalità e il senso di appartenenza mostrato dalle squadre sudamericane».

Doveroso un commento sull'Italia.

«Tutti ci aspettavamo di più, su questo non ci sono dubbi. Ma non condivido il fatto di dare la colpa solo a Balotelli anche se magari, soprattutto in passato, non ha avuto atteggiamenti brillanti. L'eliminazione è stato un fallimento per tutti».

Un giorno le piacerebbe allenare una nazionale?

«Adesso il mio sogno è quello di allenare il Sassuolo. L'idea di fare il selezionatore è sicuramente intrigante ma c'è tempo».

Col senno di poi Berardi alla nazionale sarebbe stato utile col suo talento e la sua freschezza.

«Gli assenti sono sempre i migliori. Giuste o sbagliate che siano Prandelli ha fatto le sue scelte, per quanto riguarda Mimmo crescendo ancora un po' nel 2018 lo vedremo protagonista ai Mondiali che si giocheranno in Russia».

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Ora che le vacanze sono agli sgoccioli è pronto a ripartire?

«Sono carico e motivatissimo per affrontare una nuova avventura sulla panchina del Sassuolo. Nei prossimi giorni ho in programma un incontro con la dirigenza alla presenza di patron Squinzi per fare il punto della situazione alla vigilia del raduno e della prima parte del ritiro. Ormai ci siamo, io sono pronto».

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