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«Sarà un Carpi con il mio carattere: parola di Castori»

di Enrico Ballotti
«Sarà un Carpi con il mio carattere: parola di Castori»

«Non ci sarà spazio per “fighetti” e prime donne: voglio giovani affamati e con la società c’è stato subito feeling»

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Dopo tanta attesa il Carpi ha finalmente trovato il suo allenatore. La ricerca è stata lunga e puntigliosa, ma da lunedì sera è ufficialmente iniziata l’era targata Fabrizio Castori. In attesa di essere presentato ufficialmente, il mister nato a San Severino Marche ha rilasciato la sua prima intervista a tinte biancorosse.

Innanzitutto c’è la soddisfazione di aver sottoscritto un contratto annuale con il club capitanato dal patron Stefano Bonacini e orchestrato dal direttore sportivo Cristiano Giuntoli: «Sono molto contento di essere approdato al Carpi – sono le parole del neo allenatore biancorosso -, trovo una società dalle idee chiare, una caratteristica fondamentale per fare bene del mondo del calcio». Castori, di questo non abbiamo dubbi, avrà tanta voglia di rivalsa dopo il campionato tribolato passato alla Reggina e terminato, anzitempo, con un esonero: «Arrivo con lo spirito che mi ha sempre contraddistinto, tanta voglia e entusiasmo di ripartire dopo un’esperienza poco felice come quella in Calabria».

C’è poi il progetto che da via Marx stanno cercando di portare avanti da alcune stagioni a questa parte. L’allenatore marchigiano lo ha, ovviamente, sposato in pieno: «La società mi ha chiesto di valorizzare i giovani e di creare una squadra che possa regalare soddisfazioni e coinvolgere i tifosi con le sue prestazioni. Una sfida che mi affascina, non vedo l’ora di cominciare questa nuova avventura. Un’avventura che coinciderà con il mio undicesimo campionato di serie B, metterò a disposizione del Carpi il mio bagaglio di esperienza».

Due battute vanno spese sulla trattativa, una trattativa che possiamo definire “lampo”: «Mi sono trovato molto vicino alla mentalità calcistica del direttore Giuntoli, credo che questo sia importante. Di Carpi e del Carpi conosco ancora poco, se non i massimi dirigenti con i quali c’è stato un impatto estremamente positivo a livello empatico, ma per questa società parlano i risultati degli ultimi anni».

Si entra dunque nel vivo della chiacchierata, le questioni di campo sono certamente le più interessanti. E’ lo stesso Castori a sgombrare il campo, il “suo” Carpi dovrà essere tosto: «Voglio una squadra operaia, in cui non c’è spazio per “fighetti” o prime donne».

Queste sono le caratteristiche che, tra l’altro, hanno contraddistinto la carriera di un tecnico che l’11 del mese compirà 60anni: «Ognuno interpreta il ruolo di allenatore per quello che è, io ho un carattere forte e determinato ed è la prima cosa che chiedo anche ai miei calciatori: una squadra rispecchia sempre il carattere della sua guida. Il mio è un calcio aggressivo, offensivo, che non prescinde dalla difesa a quattro ma sul sistema di gioco non ho preferenze particolari: nel corso della mia carriera li ho utilizzati un po’ tutti. Sono i principi sui quali non si deroga: ritmi alti e grande aggressività. Poi 4-4-2, 4-2-3-1 o 4-3-3 cambia poco».

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