Davide Uccellari e l’incubo infortunio: «È stata durissima»
Il triatleta della nazionale punta tutto sulle prossime gare per superare la caduta di marzo che ha complicato i piani
Un secondo posto in Coppa del Mondo non si dimentica. Mai. Peccato che il grande exploit sia arrivato a pochi giorni da un Europeo dove fuso orario e cinque viaggi intercontinentali in pochi tempo hanno fatto il resto.
Davide Uccellari si avvicina al giro di boa di questa stagione, iniziata nel peggiore dei modi con un brutto infortunio e ora rinfrancata da un secondo posto mondiale che però non vuole essere una mosca bianca: «davvero peccato per l’Europeo - spiega Uccellari - ma ci sono arrivato davvero troppo provato. Finita la gara ci ho messo un’ora a riprendermi. Non mi era mai capitato. Adesso sono rientrato a casa e sfrutterò qualche giorno di tranquillità prima di un altro banco di prova».
Dove andrai?
«Ad Amburgo, è un’altra prova di Coppa del Mondo. Ci arrivo motivato e vorrei cogliere un risultato importante per chiudere questa prima parte di stagione (il prossimo fine settimana). E dopo ci sarà ancora da lavorare».
Obiettivi?
«Tornerò a Saint Moritz per un mese, fino a metà agosto, per prepararmi al massimo per la seconda metà dell’anno. Da qui ad ottobre c’è un unico obiettivo: cercare di continuare a raccogliere punti e centrare un’altra qualifica verso Rio 2016».
Soddisfatto di quanto fatto fino ad oggi?
«Non posso lamentarmi. Nelle prove più selettive affrontate quest’anno mi ero messo in testa di provare a rimanere con i migliori già dalla prova di nuoto, e ci sono riuscito. Essere nel gruppo di testa uscito dall’acqua mi consente di rimanere attaccato alla ruota dei migliori nella bicicletta e di giocarmi tutto nella corsa, che è la frazione che prediligo. E dire che fino a poche settimane fa, dopo quel brutto infortunio, nulla sembrava più possibile».
Ti va di raccontarcelo?
«Era fine marzo, stavo facendo un allenamento specifico in vista delle prime gare di stagione. Ero in bicicletta, un cane mi ha attraversato la strada all’improvviso e sono stato sbalzato a terra ad alta velocità. Morale: frattura del capitello radiale a livello del gomito, trauma allo scafoide e qualche escoriazione. Circa un mese completamente fermo a nuoto. Sono dovuto ripartire con molta calma e allenamenti indoor. Le cadute sappiamo che dobbiamo metterle in conto quando ti alleni ad alto livello, ma non sempre è facile rimettersi in pista. Io ci sto provando». @dvdberti
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