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Quando il Modena perse 7-1 a Bologna...

di Claudio Romiti
Quando il Modena perse 7-1 a Bologna...

Gianni Goldoni in campo quel giorno: «I gol fioccavano, ricordo che qualcuno aveva perso il conto di quanti fossero»

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Umiliati, storico crollo. Seleçao sbriciolata. Brasile sepolto dai gol tedeschi. Il mito del Brasile non esiste più. Sono solo alcuni dei titoli dei giornali di ieri a commento dell'incredibile prima semifinale del Mondiale. E nelle pagine interne dei quotidiani, oltre alla disperazione di un intero popolo, per il quale il calcio è una vera e propria religione laica, rimbalzava la domanda: 'Perchè tutto questo?'

Fatte ovviamente le debite proporzioni, è lo stesso interrogativo che, più o meno, angustiava i tifosi del Modena il 14 ottobre 1962. Dopo cioè il derby con il Bologna, giocato sotto le Due Torri e terminato con lo stesso identico risultato: 7-1.

Quel giorno i gialloblù non si giocavano una finale del Mondiale, è vero, ma, nel suo piccolo, quel derby aveva assunto una grande importanza dalle nostre parti, quindi l'esito finale ebbe un'eco corrispondente.

Il Modena infatti era tornato in serie A dopo tredici anni di assenza, dodici in serie B e addirittura uno in C e, sulla scia dell'entusiasmo generato da una doppia promozione, si era ripresentato nella massima divisione alla grande, con due vittorie (a Firenze e col Torino), un pareggio (Genoa) e una sola sconfitta (Roma) nelle prime quattro giornate. Insomma, al derby più sentito, il Modena si presentava con un'eccellente classifica e con la consapevolezza (o presunzione?) di poterselo giocare quasi alla pari con i rossoblù. Legioni di tifosi baldanzosi avevano risalito la Via Emilia in direzione Sud, ma quella baldanza venne incrinata dopo soli due minuti di gioco, tanto impiegò infatti Pascutti a portare in vantaggio il Bologna, che quell'anno schierava quella che si sarebbe rivelata nel tempo una delle formazioni più forti della sua storia.

Per restare nel parallelismo con Brasile-Germania, i gialli però non crollarono, come invece i verdeoro l'altra sera, ma se la giocarono quasi alla pari per tutto il primo tempo, anche se al 43' Nielsen raddoppiò. Una mazzata per il Modena, replicata al 50' da Pascutti e al 56' da Nielsen.

A riaprire una gara che sembrava già chiusa ci pensò però Gianni Goldoni con il suo gol al volo, ma fu solo una breve illusione per i gialli, infilati ancora da Bulgarelli (67'), Pascutti (83') e Nielsen (85').

Al termine non c'era un intero popolo a piangere come l'altro giorno in Brasile, ma nel ritorno la Via Emilia per i tifosi gialloblù si trasformò in un piccolo calvario, contrassegnato dalle forche caudine simbolicamente allestite dai supporter dei rossoblù. Mentre l'allenatore dei bolognesi, Fulvio Bernardini, rilasciava la famosa dichiarazione, poi passata alla storia: "Così si gioca solo in Paradiso".

Ma come è possibile che tra due squadre diverse però, diciamo così, della stessa categoria (Brasile e Germania sullo stesso gradino, Bologna e Modena alla fine divise da sole sette posizioni e 12 punti) si crei improvvisamente, in 90 minuti, un divario simile? Abbiamo girato la domanda a chi quel giorno era in campo con la maglia gialloblù e segnò il gol della bandiera, Gianni Goldoni, 180 presenze nel Modena.

«Una risposta non esiste per quella sconfitta - afferma l'ex centrocampista - così come credo che non l'abbia trovata Scolari per il suo Brasile. Non ci può essere una spiegazione quando vedi che ai tedeschi riusciva tutto, qualunque giocata, con la stessa facilità di una gara d'allenamento, mentre i brasiliani erano lenti, fermi, impacciati e incapaci di fare quello che era nelle loro capacità. In ogni azione la Germania andava dentro senza trovare opposizione».

Idem il Modena in quel derby... funesto?

«Noi abbiamo lottato, soprattutto nel primo tempo, anche se quel Bologna era davvero forte, tanto che l'anno successivo vinse lo scudetto. Noi arrivammo al derby dopo un ottimo inizio di campionato e forse avevamo un poco sottovalutato la loro forza e ci eravamo illusi sulla nostra. Dopo il mio gol abbiamo provato a rimontare, ma i rossoblù l'hanno chiusa subito e i gol fioccavano. Ricordo che qualcuno di noi aveva perso il conto di quanti fossero...". Poi Goldoni scova una comune giustificazione per gialli e verdeoro: "Come al Brasile è mancato Neymar, a noi quel giorno mancava Cinesinho. Assenze pesanti, ma forse solo attenuanti. In fondo il calcio è bello anche per questi risultati imprevisti».

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