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Silvano Ferrari, il fotografo sassolese della Grand Boucle

di Bruno Ronchetti
Silvano Ferrari, il fotografo sassolese della Grand Boucle

«La Giacobazzi dei Fratelli Vandelli mi ha cambiato la vita» 31 i Giri d’Italia all’attivo, 16 le classiche seguite Oltralpe

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Sono tre i fotografi italiani che “scattano” le immagini più belle del Tour De France 2014: uno di questi è Silvano Ferrari, sassolese doc.

A dire il vero, prima dei tanti click che lo hanno reso famoso nel mondo delle due ruote, Ferrari iniziò come cuoco ristoratore

«È’ vero, iniziai come cuoco presso il ristorante Fini di Modena, con me l’amico Giorgio Nora, poi insieme decidemmo di dare vita al ristorante La Torre a Nonantola».

La fotografia, il suo sogno.

«Dopo alcuni anni di attività nel ristorante di Nonantola, decisi di iniziare con il fotofinish nelle gare amatoriali dell'Udace e nel frattempo con la macchina fotografica feci le mie esperienze nel mondo delle due ruote, eravamo negli anni '80».

La svolta professionale.

«A darmi la spinta ad entrare a tempo pieno nel ciclismo, fu la squadra ciclistica di dilettanti Giacobazzi di Nonantola nelle cui fila c’erano all’epoca molti corridori modenesi. Fu proprio grazie a questi ragazzi che ebbi l'occasione di conoscere a fondo il mondo delle due ruote».

Un periodo magico.

«Davvero. C’erano i fratelli Vandelli, Claudio e Maurizio; c’erano Silvano Riccò, da Vignola e Luigi Ferrari, da Maranello, tutti ragazzi che passarono poi tra i professionisti togliendosi grandi soddisfazioni. Per seguire questi corridori da vicino, mi trovai catapultato al centro dell'attività ciclistica».

Fotografo dei record.

«Ho iniziato con il Giro d’Italia ormai tanto tempo fa e quest'anno sono arrivato alla mia 27ª edizione da fotografo; mentre al Tour de France con quello in corso sono arrivato a quota 16».

La mia vita quotidiana.

«Attualmente collaboro con l'Agenzia fotografica Sirotti di Cesena. Questo è il mio mondo, la mia vita da fotografo. La mia stagione inizia a fine febbraio con le prime gare in Italia, poi via alla Parigi-Nizza; alla Tirreno-Adriatico, alla Milano-Sanremo e ancora alla Settimana Internazionale della Coppi & Bartali. A questo punto si entra nel vivo delle gare al Nord Europa sino a giungere al Giro del Trentino. Poi, il Giro d'Italia professionisti. Dove si vive da vicino il mondo che mi ha dato tante soddisfazioni».

Scritto nel destino.

«Il sogno che da piccolo mi portava in giro per il mondo con la fantasia, si è avverato. La mia fortuna? Non avere famiglia».

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