Gazzetta di Modena

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maria cristina barbaro supervisor, due donne arbitro

Quando il torneo si tinge di “rosa”

di Jessica Zuccarini
Quando il torneo si tinge di “rosa”

Mai Sheta, Maria Paola, Irene e il difficile ruolo delle “fidanzate”

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Il Memorial Fontana? Non è un torneo solo per uomini.

Nella culla del tennis di Casinalbo, sui campi in cui hanno mosso i primi passi le sorelle Adriana e Atonella Serra Zanetti, c’erano tanti occhi femminili assetati di sport e sentimento.

«Questa settimana avevo un team formato soprattutto da donne - afferma Maria Cristina Barbarano - io supervisor e altre due donne arbitro: è già un buon passo verso il futuro. In Italia rappresentiamo bene il tennis femminile».

«Le donne devono essere stimolate a partecipare sia come giocatrici sia come giudici di linea ed arbitri - aggiunge Anna Durante, l’arbitro della finale - il mondo del tennis non è un mondo solo maschile, ma un mondo dove la donna si deve sempre di più affermare».

Dietro ogni grande uomo c’è sempre una grande donna.

«Seguo il mio partner con grande entusiasmo nella sua carriera sportiva - spiega Mai Sheta, fidanzata del tennista Mohamed Safwat, testa di serie numero 1 del tabellone - che io stessa apprezzo con molto piacere».

Da Ascoli Piceno arriva il sorriso di Maria Paola Martellini, fidanzata di Stefano Travaglia.

«Stiamo insieme da un anno e tra i miei studi e i suoi impegni legati allo sport non è sempre semplice vedersi. Sono dell’idea che se ci si vuole bene il tempo si trova comunque e poi quando ci si incontra quando non ci si vede da tempo è sempre più bello».

Ci sono anche coppie più "datate" ed ormai esperte di un menage che il tennis può mettere a dura prova.

«Sono da sei anni che stiamo insieme - racconta Irene Migliori, ragazza del tennista Daniele Giorgini - all’inizio è stato difficile per la lontananza ma ora facciamo tre anni di convivenza. Non ho mai preso una racchetta in mano ma seguo il mio ragazzo e questo sport molto volentieri. Dopo la vittoria della coppia Errani e Vinci a Wimbledon la mia passione è cresciuta ancora di più: le tenniste sono modelli da seguire».

Si dice che la mela non cade lontana dall’albero.

«Ho sempre giocato a tennis e da anni faccio parte del Tennis Club di Modena - dice Sandra Vincenzi, spettatrice del torneo - ho passato la mia passione anche a mio figlio, che segue questo sport con molta dedizione».

«Ho quindici anni e gioco a tennis da quando ne avevo cinque - racconta Emma Sghedoni, socia del club La Meridiana - l’amore me l’ha passato mia mamma. Per me tenniste e tennisti vanno di pari passo».

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