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la cerimonia in città

Oggi l’ultimo saluto a Paolo Borea in San Pio X alle 14,45

Oggi l’ultimo saluto a Paolo Borea in San Pio X alle 14,45

Due città, Modena e Genova, sono ancora sotto shock per l'improvvisa scomparsa di Paolo Borea, storico direttore sportivo della Sampdoria di Paolo Mantovani e Vujadin Boskov e per due volte del club...

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Due città, Modena e Genova, sono ancora sotto shock per l'improvvisa scomparsa di Paolo Borea, storico direttore sportivo della Sampdoria di Paolo Mantovani e Vujadin Boskov e per due volte del club canarino. Dal quale partì dopo aver coronato l'inseguimento alla serie B nella stagione 1974-75 con Galbiati in panchina. Da lì Paolo Borea decollò per andare a realizzare il suo capolavoro alla corte di Mantovani. Costruì una Sampdoria da sogno scoprendo fuoriclasse del calibro di Vialli, Mancini, Salsano, Pagliuca e portandola alla conquista del primo scudetto e alla finale di Coppa Campioni persa contro il Barcellona. Una squadra che permise a Baciccia, la maschera simbolo del club blucerchiato, di spezzare l’egemonia cittadina del Genoa e anche di ribaltarla. Borea, che in carriera ha lavorato anche a Bologna e a Terni, aveva un sogno: riportare il Modena nel grande calcio. Un’occasione che gli regalò Gigi Montagnani, appena il patron del Club Z2, decise di acquistare il Modena. Erano anni durissimi per il Canarino e Gigi Montagnani volle affrontare la sua sfida proprio con Paolo Borea di cui era estimatore e anche grande amico. Il Dottore torna porta una ventata di aria nuova nel club canarino, scopre un altro grande talento come Corrado Grabbi, ma il Modena è un osso duro e dopo aver centrato i playoff con Stringara - persi contro il Lumezzane di Carlo Taldo - Paolo Borea va incontro a un’annata terribile nella stagione di Santarini. Il Modena rischia di brutto, Borea di dimette e anche Gigi Montagnani, dopo aver investito tanto, forse sta coltivando la mezza idea di ridimensionare tutto e forse anche di mollare. Borea gli fa un nome: Doriano Tosi, un dirigente dell’Immergas che si licenzia per tentare la grande carta nel calcio. Aveva costruito il miracolo Brescello, a Modena farà il bis riportando la società gialloblù in A con una doppia promozione da urlo. Borea non fu mai geloso di quel successo che commentò con entusiasmo anche sulle colonne della Gazzetta di Modena. Ma non potè nemmeno gioire con l’amico Montagnani che costruì quella squadra, la saluto alla partenza dalle Ville per il ritiro, ma non la vide mai giocare. E oggi Modena deve salutare per l’ultima volta il Dottore.

Alle 14,45, infatti, nella chiesa parrocchiale di San Pio X si terrà la cerimonia funebre di Paolo Borea. Che non era modenese, ma ferrarese, ma che sotto la Ghirlandina aveva messo le sue radici assieme alla moglie Manuelita, i figli Massimo e Benedetta e il nipotino Riccardo Paolo di cui era innamorato. Una famiglia che oggi riceverà l’abbraccio di tanti ex giocatori di Paolo Borea e di un’intera città che lo ha sempre considerato una dei suoi figli illustri.(p.v.)

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