Gazzetta di Modena

Sport

Modena Calcio

Il nuovo Modena alza il livello

di Paolo Vecchi
Il nuovo Modena alza il livello

Antonio Caliendo: «Orgoglioso di aver dato a Novellino la squadra che aveva chiesto»

3 MINUTI DI LETTURA





Ne manca ancora uno, che dovrebbe essere Garofalo se non farà troppo le bizze col contratto. Per il resto, essendosi unito al gruppo anche Acosty, ci sono tutti. E avere un Modena praticamente al completo dopo appena una decina di giorni dal raduno, è un fatto quasi eccezionale negli ultimi anni. Novellino sta lavorando duro e può farlo coi giocatori con cui andrà ad affrontare una stagione in cui il Modena non potrà nascondersi dietro a un dito. Perchè assieme ai numeri, ci sono anche i nomi. E oggi Monzon potrà schierarli probabilmente tutti nell’amichevole contro il Piacenza, formazione che milita in serie D, il test più probante dopo la goleada rifilata alla selezione della Montagna e i sei gol realizzati al Castelvetro. Si comincia alle 17 ed è facile prevedere, visto l’entusiasmo che regna tra i tifosi gialloblù, un esodo massiccio del popolo geminiano che in serata farà sentire il suo calore anche nella festa in piazza a Fanano.

Anche Antonio Caliendo ha il morale alto. «Sono contentissimo di aver dato a Novellino la squadra che voleva. Lui ha indicato gli obiettivi, la società li ha raggiunti. Manca ancora un terzino: si lavora con Garofalo, ma se non dovesse arrivare le alternative saranno all’altezza o superiori. Non staremo certo a lesinare proprio sull’ultimo giocatore e non è da escludere che possa fare ancora qualcosa se si presenteranno le occasioni giuste».

Il colpo più importante?

«Aver rimpiazzato ragazzi di grande valore come Babacar, Molina e Rizzo con giovani altrettanto bravi e in grado di esplodere come loro».

Un voto al mercato del Modena?

«I voti li diano gli altri. Io credo di aver costruito una buona squadra e me lo conferma l’umone dell’allenatore: sento Novellino contento e a me basta questo».

Quindi l’occhio lungo non era solo di Cannella?

«Sono nel calcio da 40 anni e abituato a parlare con i fatti. In due anni un ottavo e un quinto posto, gli ultimi due bilanci approvati erano in attivo. Insomma, penso di saper fare un po’ il mio mestiere, lavorando anche 24 ore al giorno. Ma alla gente non interessa, giustamente, quante ore dedichi al tuo lavoro: vuole i fatti per poi giudicare il tuo operato. Ho sempre detto che voglio fare qualcosa di importante per il Modena, per la mia città e penso che la nuova squadra sia in grado di poter far meglio di quella della passata stagione che già era stata grandissima. Cannella? Nei giorni scorsi ha fatto un po’ di polemica e debbo prendere atto che nella vita c’è chi ti ripaga anche così. Preferisco fare i complimenti a Massimo Taibi: è umile, ha tanta voglia di imparare e ha lavorato benissimo in questo mercato. Avrà un grande futuro perchè ha due qualità importanti: sa essere discreto e, come dicevo, anche umile».

Questa squadra vale un abbonamento?

«Credo proprio di sì e vedo che i tifosi, da come è scattata la campagna, la pensano un pò come me. Abbiamo fatto partire le sottoscrizioni con qualche giorno di ritardo proprio per permettere ai nostri tifosi di poter prima valutare il nuovo Modena. Spero di arrivare finalmente ai seimila abbonati, sarabbe fantastico. E io non dispero».

Anche perchè la diffidenza su Antonio Caliendo è decisamente diminuita.

«La gente ora con me è diversa, lo sento e mi spinge a fare ancora di più. Faccio le cose col cuore e voglio veramente bene al Modena».

I soldi ci sono, possiamo stare tranquilli?

«Il Modena è una società sana e lo ha dimostrato. Negli ultimi due anni i conti sono sempre tornati con chiusure in attivo e non vedo perchè non debbano tornare ora. E vorrei precisare una cosa: c’è chi lavora con le idee che spesso valgono più dei soldi».

@PaoloVP305

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google