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La PSA riporta a casa Stefano Michelini

La PSA riporta a casa Stefano Michelini

Basket. Indimenticato coach dell’epopea Burghy, collaborerà con la società modenese nell’area tecnica ed organizzativa

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La PSA Modena ha presentato ieri coach Stefano Michelini, nuovo collaboratore dell’area tecnica ed organizzativa della società modenese. Un ulteriore passo avanti nel percorso iniziato 18 anni fa, nel 1996, e fatto con circa 2000 giovani ragazzi modenesi che hanno giocato nelle nostre palestre, fino agli attuali 330 praticanti sparsi su tutto il territorio cittadino, dagli under 6 ai senior. L’apporto di coach Michelini servirà come ulteriore salto in avanti nel percorso di qualità tecnica ed organizzativa. La PSA si appresta ad affrontare la prossima stagione in serie D con un gruppo di giovani atleti provenienti dal vivaio modenese, e 7 campionati giovanili, di cui 3 elite e 4 regionali.

Coach Stefani Michelini è “la” figura di spicco del basket cittadino. Gli sportivi modenesi conoscono Michelini come l’allenatore del Burghy Modena dal ‘90 al ‘93, quando conquistò sul campo una storica promozione in serie A2, e la sesta posizione in campionato nella stagione successiva. Stefano Michelini, oggi commentatore ufficiale della RAI TV per la pallacanestro, vanta circa 750 panchine nelle massime serie: oltre all’esperienza modenese, ha guidato da capo allenatore Montegranaro, Montecatini, Ferrara, Trapani, Forlì, Sassari, Livorno, Novara, Rimini e Venezia.

Da capo allenatore e responsabile del progetto tecnico-sportivo, ha contribuito all’affermazione di due realtà oggi ai vertici della pallacanestro italiana come il Banco di Sardegna Sassari e la Reyer Venezia. E’ stato inoltre assistente di Ettore Messina nella Nazionale Italiana agli europei del ’93.

«Ho accettato - dice Stefano Michelini – con piacere l’appassionato invito del presidente Oreste Vassalli. In questi 2 mesi ho conosciuto da vicino la realtà PSA Basket, l’entusiasmo che ho trovato mi ha contagiato: per questo oggi sono qui».

«Mi emoziona tornare in questi luoghi in cui ho vissuto tempi memorabili e conosciuto persone straordinarie come Ermanno Barbieri, e lavorato con la famiglia Cremonini. Sono qui perché il presidente Vassalli mi ha chiamato per primo, ed ora – a 58 anni – avendo ricevuto tantissimo dalla pallacanestro, per me è ora di restituire qualcosa. Dopo l'esperienza di consulenza di Trapani sono qui per lavorare con gli allenatori e per trasmettere una visione ampia, a 360 gradi, centrato sull'educare e sull'essere, condizione necessaria per poter educare con credibilità. Il tema non è avere squadre di vertice, per lo meno non ora: il vertice è la conseguenza dell'allargamento della base, e per allargare questa base metto a disposizione il mio bagaglio di esperienza tecnica e manageriale. La pallacanestro offre metafore straordinarie per i ragazzi di oggi: gli spazi in campo da condividere insieme e non da dividersi, gli 8 secondi per passare la metà campo senza poter tornare indietro, il cronometro che scandisce le partite come la nostra esistenza, il pallone che entra od esce per pochi centimetri, con vittoria o sconfitta che dipendono da pochi centimetri, come il successo nella vita dipende dalla cura nei dettagli».

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