Sassuolo in campo. Acerbi: «Riparto di slancio»
Il difensore: «La malattia mi ha cambiato in meglio, ho ritrovato voglia di giocare ed emozioni». Oggi a Carpineti test con la Pro Piacenza (ore 17)
Oggi amichevole del Sassuolo a Carpineti: i neroverdi alle 17 affrontano la Pro Piacenza.
E Di Francesco può contare su un uomo ritrovato: Francesco Acerbi. Ed è molto più che un lieto fine: un nuovo inizio. Davanti ai microfoni della sala stampa allestita all’Hotel Matilde di Carpineti, si materializza la conferenza stampa più bella, attesa da oltre un anno: dopo quattro cicli di chemio e una stagione intera trascorsa a lottare, fuori dal campo, contro l’avversario più duro, Francesco Acerbi è tornato. L’onore dell’annuncio tocca al dottor Paolo Minafra, medico del Sassuolo, che affianca un emozionato Acerbi in conferenza stampa: “Insieme al dottor Pecci, all’Ospedale di Sassuolo, dove Francesco è stato in cura, e al professor Salvioni, avevamo fissato la fine del mese di luglio per fare il punto della situazione: tutti gli esami a cui è stato sottoposto il giocatore hanno dato esito negativo e quindi Francesco può considerarsi a tutti gli effetti aggregato alla rosa del Sassuolo. L’idoneità medico-sportiva, in senso stretto, era già arrivata all’inizio di luglio - puntualizza il medico - altrimenti Francesco non avrebbe potuto iniziare il ritiro con i compagni di squadra. E bisogna precisare che comunque sarà sottoposto ad un monitoraggio molto attento nei prossimi mesi”.
Poi tocca a Francesco Acerbi raccontare la sua risalita, la rincorsa alla normalità durata oltre un anno. E il giocatore sceglie le parole giuste per raccontare il suo entusiasmo: “Sono contentissimo, per me questa è una rinascita. E’ stato un anno molto duro ma con il supporto della mia famiglia, del Sassuolo, del mio procuratore, dei medici e dei tifosi l’ho superato. Per me ora inizia l’anno zero: voglio cominciare alla grande la stagione e finirla alla grande”.
Francesco, hai mai avuto paura di non farcela?
“No, mai e non ho mai nemmeno pensato di dover abbandonare il calcio. I medici mi dicevano che c’erano grandi possibilità di tornare a giocare e in me ha sempre prevalso la voglia di ricominciare”.
Come hai affrontato i cicli di chemio?
“Sono durati circa un paio di mesi e non auguro a nessuno di passare certi momenti. Ma io mi considero fortunato, oggi sono qui e posso raccontarvelo. Per tanti le cure durano molto di più e non sempre si guarisce”.
C’è qualcosa che questa esperienza ti ha insegnato?
“La chemio e la malattia, in un certo senso, mi hanno aiutato a crescere: quando sei lì, all’ospedale, non puoi fare a meno di pensare ai valori della vita. E tutto questo mi ha fatto tornare una grande voglia di giocare: erano anni che non mi sentivo così bene, ho tanti obiettivi da raggiungere e nessuno potrà togliermeli”.
Quali obiettivi?
“La nazionale resta un sogno: ora voglio solo giocare al massimo delle mie possibilità. Voglio arrivare a fine campionato con la certezza di aver dato tutto per la squadra. Lo devo al Sassuolo, che mi è stato vicino in questo anno, nonostante loro dovessero pensare al campo e io alle cure. Mi hanno trattato come un figlio”.
Che spazio pensi di trovare nel Sassuolo della prossima stagione?
“Non voglio sconti o bonus, sono un giocatore identico agli altri e farò di tutto per mettere in difficoltà il mister nelle scelte. Di Francesco mi conosce, sa quello che posso dare. Darò tutto me stesso per conquistarmi un posto e per sdebitarmi verso tutti: sogno di fare grandi cose qui a Sassuolo”.
Torniamo per un attimo indietro: quanto ti ha fatto male vedere il tuo nome associato al doping?
“Ci sono rimasto male, non lo nascondo. Ma ormai è acqua passata, non porto nessun rancore”.
Nonostante le cure, l’anno scorso ti abbiamo visto spesso vicino alla squadra.
“I miei compagni di squadra sono stati fantastici con me, li ho ringraziati e io, pur non giocando, l’anno scorso ho cercato di essere il più possibile parte della squadra. Qui c’è un gruppo sano, di bravi ragazzi e sono convinto che l’anno prossimo faremo bene, la paura di retrocedere ci servirà di lezione”.
Ti abbiamo sentito in altre occasioni, dopo questa esperienza, parlare di prevenzione.
“Noi siamo dei privilegiati: facciamo il mestiere che ci piace e siamo sottoposti a controlli frequenti. Io consiglio a tutti una visita, perché la prevenzione aiuta e un controllo non può far male”.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
