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Le tappe della vicenda iniziata un anno fa

L’incubo di Acerbi comincia poco più di un anno fa, il 14 luglio 2013, quando i medici del Sassuolo gli diagnosticano un tumore al testicolo. Tre giorni dopo, il 17 luglio, Acerbi viene operato al...

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L’incubo di Acerbi comincia poco più di un anno fa, il 14 luglio 2013, quando i medici del Sassuolo gli diagnosticano un tumore al testicolo. Tre giorni dopo, il 17 luglio, Acerbi viene operato al San Raffaele di Milano. Tutto sembra filare per il meglio, al punto che già il 15 settembre può fare il suo debutto in campionato con la maglia del Sassuolo e la malattia sembra già alle spalle. Meno di due mesi dopo, invece, arriva la seconda mazzata, sotto forma dell’esito di un controllo antidoping, effettuato dopo Cagliari-Sassuolo del primo dicembre: i valori anomali indicano non l’assunzione di sostanze proibite ma una recrudescenza della patologia. Il tumore è tornato e per il calciatore ricomincia l’incubo, a cui si aggiunge la beffa della sospensione da parte della Procura Anti Doping: ci vorranno quattro mesi perché il tribunale del Coni accolga la richiesta di archiviazione presentata dal giocatore. Nello stesso periodo, il giocatore si dedica alla battaglia più importante, quella contro la malattia. Una battaglia che, come ha raccontato lo stesso giocatore, vede al fianco di Acerbi tante persone, con la solidarietà di tutti gli appassionati di sport.

Acerbi non si arrende e, nonostante la malattia, resta al fianco della squadra e festeggia insieme ai compagni la salvezza. Il resto è cronaca delle scorse settimane: il lavoro fisico e atletico per presentarsi al meglio al ritiro precampionato, il gol in amichevole contro il Castelfranco e, alla fine, l’atteso via libera dei medici per la prossima stagione.

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